Flavio Manfrinato: ex juventino col cuore ora interamente gialloblù

Nuovo appuntamento con la rubrica di TuttoChievoVerona PAROLA AI TIFOSI.
13.02.2019 14:40 di Paolo Lora Lamia   vedi letture
Flavio Manfrinato: ex juventino col cuore ora interamente gialloblù
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Capita che un tifoso di una squadra provinciale cambi in favore di una big, ma può succedere anche il contrario. È il caso di Flavio Manfrinato: torinese di provenienza e juventino di fede calcistica, fino all’amore a prima vista con il Chievo avvenuto nel 2001. È lui il protagonista di oggi di PAROLA AI TIFOSI: rubrica dedicata dalla redazione di TuttoChievoVerona.it ai sostenitori clivense.

Il Chievo è reduce dal 3-0 subito in casa contro la Roma: ti aspettavi di più dalla squadra di Di Carlo?
“Sinceramente sì. Non visto la voglia e la reazione messi in campo, per esempio, due settimane fa contro la Fiorentina per esempio. La squadra mi è parsa troppo arrendevole: fatto incomprensibile, dato che siamo ancora a febbraio”.

Pensi che la squadra stia già mollando o si tratta solo di un passo falso contro un avversario nettamente più forte?
“Da tifoso ovviamente mi auguro di no, perché voglio vedere la squadra lottare fino alla fine. Giudicando i fatti realisticamente, però, temo di sì”.

Come hai visto i nuovi acquisti?
"Ho visto molto bene Schelotto, entrato in campo nel finale con grande determinazione. Non mi hanno entusiasmato, invece, Diousse e Piazon. Se dovessi dare dei voti, darei un bel 6,5 a Schelotto e 5,5 a Dioussè e Piazon”.

Domenica scontro diretto in trasferta a Udine: è l'ultima chiamata per rientrare nella corsa salvezza?
“Non ultima ma ultimissima: anche un pareggio sarebbe equiparabile ad una sconfitta. Serve solo la vittoria, ma incontreremo un'Udinese decisamente arrabbiata dopo la sconfitta non del tutto meritata di Torino”.

Parliamo della tua passione per il Chievo: quando è nato l'amore per i colori gialloblù?
“Dopo il primo match tra Chievo e Juventus in Serie A. Io, allora tifoso della Juve, rimasi affascinato dalla prestazione dei gialloblù ed al tempo stesso disgustato da come la Juve portò a casa la vittoria (con un rigore inesistente che sancì il risultato finale sul 3-2). Da quella sera di settembre il mio cuore diventò totalmente gialloblù”.

Un clivense a Torino: cosa dicono i tuoi conoscenti di questa tua passione "originale"?
“Essere tifoso del Chievo a Torino? Sicuramente sei visto come un marziano, ma ne vado fiero ed orgoglioso ed appena posso lo faccio notare, anche se molti lo sanno. Molti mi apprezzano e si complimentano, mentre sono pochi quelli che non condividono la mia fede clivense. A me importa poco, perché ho sposato una filosofia”.

Qual è la partita che ti ha fatto più gioire e quale invece la delusione più grande?
“Parlando di gioie, ricordo con grande emozione Bologna-Chievo della scorsa stagione: ero presente allo Stadio Dall'Ara e quel successo ci ha sostanzialmente assicurato la salvezza. Ricordo invece con amarezza Juventus-Chievo 1-1 del settembre 2015, quando andammo in vantaggio con il gol di Hetemaj e fummo letteralmente defraudati per delle decisioni arbitrali di una vittoria meritatissima”.

Un'ultima domanda: qual è la tua formazione del cuore del Chievo, allenatore compreso?
“La mia formazione del cuore è: Sorrentino; Moro, Cesar, Yepes, Dramè; Luciano, Rigoni, Perrotta, Birsa; Pellissier, Cossato. Allenatore: Delneri”.