Ennesimo approccio sbagliato, bene i giovani: i top e i flop del Chievo

Gli aspetti positivi e negativi della prova gialloblù contro il Cagliari.
28.10.2018 17:35 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 501 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Ennesimo approccio sbagliato, bene i giovani: i top e i flop del Chievo

TOP

Depaoli: l'esterno cresciuto nel vivaio clivense è certamente tra i migliori, o tra i meno peggio, della formazione mandata in campo oggi da Ventura. Nel momento in cui il Chievo riesce ad evitare il pressing del Cagliari, Depaoli accompagna con grande costanza l'azione offensiva. Crea l'unica palla gol gialloblù nel primo tempo e, a dieci minuti dalla fine, fornisce l'assist a Stepinski per il 2-1.

Stepinski: sembrava l'ennesima prova al di sotto delle sufficienza per l'attaccante polacco, poco servito dal compagno di reparto Meggiorini e sempre perdente nel confronto con i difensori cagliaritani. L'ex Nantes però non smette mai di lottare,ringhia su tutti i palloni che capitano dalle sue parti e, su cross dalla destra di Depaoli, segna il gol che riapre la gara. Il suo apporto sotto rete sarà determinante per la salvezza del Chievo.

Kiyine: spesso è difficile giudicare la prova di un giocatore entrato in campo a dieci minuti dalla fine. Non è il caso del talento reduce da una stagione alla Salernitana, dato che mette i piedi sul terreno di gioco con una grinta da veterano. Da sottolineare la velocità con cui si libera in più occasioni dell'avversario di turno per poi lanciare con precisione i compagni senza tenere troppo il pallone: un errore commesso troppe volte dai suoi compagni. Risorsa importante per Ventura.

FLOP

Altra partita, altro approccio sbagliato: a quanto pare, la cinquina presa dall'Atalanta non ha sortito gli effetti sperati. Oggi il Chievo è infatti entrato in campo impaurito, senza quella determinazione che una squadra ultima a -1 è obbligata ad avere. Inconcepibile la ricerca di un possesso palla che ha solo attirato il pressing alto del Cagliari, intasando gli spazi e causando la perdita di molti palloni. Troppa distanza tra i reparti: l'emblema di ciò è che, ogni volta che un giocatore gialloblù riceveva palla, aveva nei pressi più avversari pronti a ringhiare su di lui che compagni in grado di ricevere il pallone. Tra i tanti clivensi sotto la sufficienza spiccano Giaccherini e Meggiorini: spesso imprecisi e praticamente mai pericolosi.