Sartori: "Non torno al Chievo, gli auguro di tornare presto in Serie A"

Il direttore sportivo dell'Atalanta Sartori allontana le voci che lo hanno accostato al Chievo, dove ha lavorato per tanti anni.
29.05.2019 18:25 di Paolo Lora Lamia   Vedi letture
Fonte: TGGialloblu.it
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Sartori: "Non torno al Chievo, gli auguro di tornare presto in Serie A"

Il Chievo è nel suo cuore, ma non nel suo futuro. Giovanni Sartori, attuale ds dell'Atalanta, non ha nessuna intenzione di lasciare il club nerazzurro, frescodi qualificazione alla Champions League. Allontanate così le voci di un suo clamoroso ritorno al Chievo, come ha confermato in un'intervista a TGGialloblu.it: "Le voci che sono circolate a Verona non sono mai arrivate a Bergamo. Chievo in B? Ho vissuto la retrocessione con grande dispiacere. Anche se lavoro per l'Atalanta, il Chievo non si dimentica. Lì ho passato trent'anni, prima da calciatore e poi da dirigente. So quanto può aver sofferto Luca Campedelli e tutte le persone che ci lavorano. Mi auguro che possano tornare subito in A, grazie magari al paracadute e alla conferma di qualche giocatore che può fare la differenza”.

Sul capitano Sergio Pellissier, fresco di addio al calcio, e sul suo futuro: "Smettere di giocare è sempre difficile, poi per chi ha fatto una carriera nella stesso club come Sergio lo è ancora di più. Lui e De Rossi sono stati due addii molto importanti. Sono momenti difficili da vivere. Lui è stato uno dei miei migliori acquisti. Sergio è l'unico calciatore che mi ha sempre dato del tu, mi chiamava Giovanni e non direttore. Ci siamo confrontati sempre con lealtà e rispetto dei ruoli, anche quando eravamo su posizioni completamente opposte. Una volta abbiamo discusso per un ritiro anticipato, un'altra volta per un esonero di un allenatore che lui non condivideva. Ha sempre messo il Chievo davanti a se stesso, un grande capitano e uomo spogliatoio. Lo ringrazio per quello che mi ha dato. Pellissier presidente operativo? Non sapendo ufficialmente che ruolo coprirà non posso dire di cosa può aver bisogno o cosa gli può mancare. Certo, se dovesse fare il direttore sportivo dico che passare dal campo alla scrivania in dieci giorni non è facile”.