Presentati in nuovi acquisti Semper, Grubac e Burruchaga

Il Chievo ha presentato oggi tre giovani talenti acquistati in estate.
29.08.2018 18:45 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 370 volte
Fonte: TGGialloblu.it
© foto di Marco Spadavecchia
Presentati in nuovi acquisti Semper, Grubac e Burruchaga

Nel corso del mercato estivo, il Chievo si è assicurato giocatori d'esperienza come Rossettini ma anche giovani di belle speranze. Tre di questi sono stati presentati nella giornata di oggi: il portiere Adrian Semper, l'attaccante Sergej Grubac e il centrocampista Mauro Burruchaga.

Nella conferenza stampa di presentazione, per primo ha parlato l'estremo difensore classe '98 proveniente dalla Dinamo Zagabria: "Giocare la Champions è stata una delle emozioni più belle della mia vita. Nei momenti più duri, per darmi la carica penso a quelle gare piene di adrenalina. Ho scelto il Chievo perché il mio obbiettivo era giocare in Serie A. Conosco la storia e la carriera di Sorrentino e sono felice di poter essere affiancato da uno come lui. Non mi piace parlare di me stesso, voglio solo migliorarmi giorno dopo giorno. Prendo esempio da Subasic che, nel panorama croato è uno dei portieri migliori, ma fuori dai confini croati mi ispiro a Buffon. Il numero uno? Significa che devo sempre lottare per migliorarmi".

La parola passa alla giovane punta montenegrina, lo scorso anno all'Apoel Nicosia e paragonato in più occasioni a Dzeko: "Non so come sia nato il paragone con lui. E’ un onore essere paragonato al bosniaco perché abbiamo tante caratteristiche tecniche simili. La squadra ha grandi attaccanti da prendere come riferimento, il mio preferito è Sergio Pellissier. Nella scorsa Serie A, invece, ho apprezzato tantissimo Ciro Immobile. Per la grinta e per il carattere, il mio idolo è Zlatan Ibrahimovic. In campo sono davvero simile a lui, combatto sempre. Da questa stagione, mi aspetto di combattere in ogni allenamento. So che sarà dura, ma voglio dimostrare di essere pronto quando il mister mi chiamerà in causa".

Chiude Burruchaga, cresciuto nel River Plate e figlio d'arte dato che suo padre ha segnato il gol vittoria per l'Argentina nella finale di Coppa del Mondo del 1986: "All’inizio, mi dava fastidio essere definito suo figlio. Ora mi ci sono abituato e posso esserne solo che orgoglioso. Dal primo giorno a Verona, mi sono sentito bene nonostante la lontananza da casa. Non avevo un contratto al River e insieme al mio procuratore abbiamo valutato dal primo momento questa nuova avventura. Il mio idolo? Redondo. Il calcio italiano è più tattico rispetto al nostro, ma per le mie caratteristiche, non avrò problemi ad adattarmi".