Presentati Diousse e Piazon, Romairone: "Profili importanti, crediamo nella salvezza"

Oggi sono stati presentati due dei nuovi acquisti del Chievo.
04.02.2019 18:00 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 364 volte
Fonte: chievoverona.it
© foto di Federico Gaetano
Presentati Diousse e Piazon, Romairone: "Profili importanti, crediamo nella salvezza"

Giornata di presentazioni in casa Chievo. Nella giornata di oggi ha infatti avuto luogo la prima conferenza stampa da giocatori gialloblù per Assane Diousse e Lucas Piazon, arrivati rispettivamente da Saint-Etienne e Chelsea. Il primo a intervenire è stato il ds clivense Giancarlo Romairone: “Do il Benvenuto a Assane e Lucas: spero che, insieme agli altri giocatori arrivati a gennaio diano una mano al Chievo. Hanno profili internazionali, ma allo stesso tempo sono semplici dal punto di vista umano. La speranza è che, con il loro contributo, il Chievo riesca a coronare il sogno salvezza”.

Il primo ad intervenire è stato l’ex Empoli, che ha già esordito nel Chievo proprio contro i toscani: “Sono cresciuto nell’Empoli, ma dell’ultimo anno ho ricordi non positivi perché siamo retrocessi. Qui ho ritrovato Barba e Pucciarelli, che mi hanno aiutato nell’inserimento. Ho trovato una squadra che ha voglia di giocarsi tutte le partite: quando c’è questo spirito, vuol dire che c’è ancora la speranza di salvarsi. Posso giocare sia come mezzala che come regista davanti alla difesa: dipende da dove vuole utilizzarmi il mister. Quella francese è stata una bella esperienza, ma quando ho avuto la possibilità di tornare in Italia l’ho colta subito. Ringrazio la società per la fiducia e spero di tornare in forma al più presto. Futuro? Per il momento penso a giocare e alla salvezza della squadra. Mi piace molto giocare in verticale e credo di portare questo al Chievo. Il mio punto di riferimento è Thiago Motta: è il mio giocatore preferito e guardo sempre come gioca”.

Torna a parlare Romairone, che traccia un bilancio sul mercato invernale: “L’obiettivo era mantenere una rosa competitiva, con un occhio al bilancio perché serviva grande attenzione da quale punto di vista. Sono partiti giocatori che hanno dato tanto al Chievo in passato mentre meno in questa stagione e, al loro posto, sono arrivati giocatori che li potessero sostituire al meglio. La cessione di Radovanovic non era prevista, ma quando il giocatore ci ha fatto capire che le lusinghe erano importanti, abbiamo acconsentito a tale volontà cercando chi lo potesse sostituire nel modo migliore. Direi che abbiamo trovato il giocatore ideale. In questo mercato hanno parlato in tanti, ma noi abbiamo mantenuto la nostra linea: non far partire nessun giocatore importante. Birsa quest’anno ha giocato poco così come Cacciatore, mentre per Obi si è creata un’opportunità di mercato. L’abbiamo colta, perché si tratta di un giocatore dalle ottime qualità che quest’anno ha giocato poco. Per quanto riguarda Piazon, abbiamo ritenuto che un giocatore con grandi qualità tecniche e balistiche come lui potesse fare comodo ad una squadra che gioca con grande spirito e grinta come il Chievo. Ora l’importante è accelerare il processo di inserimento di questi giocatori. 

Un mercato non facile, vista la precaria situazione di classifica: “Sono stati due mesi difficili, tra la preparazione del mercato e il mercato stesso. Dovevamo guardare la classifica, il bilancio e varie situazioni che si sono venuta a creare. Ringrazio il presidente per avermi sempre sostenuto. Avevamo richieste importanti per determinati giocatori, ma abbiamo deciso con il presidente di spostare tutti di tre/quattro mesi perché vogliamo giocarci le nostre possibilità fino alla fine. Speriamo che arrivi una svolta in questa partite, la squadra ha raccolto meno di quanto meritato. Questi anni al Chievo ho potuto appurare che, quando società squadra e tifosi sono uniti, questa realtà ha sempre fatto grandi cose. Servirà questa compattezza fino a fine stagione”.

Parola infine a Piazon, l’ultimo acquisto del mercato invernale gialloblù: “Sono qui perché finalmente posso tornare a combattere per qualcosa: al Chelsea avevo poco spazio e quindi non avevo tale possibilità. Il mio modello è sempre stato Hazard: lo conosco fin dal suo arrivo al Chelsea e come ruolo siamo simili. A 17 anni ero conteso da Juventus e Chelsea: ho preferito andare alla squadra londinese. Quando sono arrivato a Londra ero un giovane di grande prospettiva. Mi sono ritrovato davanti tanti giocatori fortissimi: questo mi ha fatto capire che devo ancora lavorare tanto per diventare un giocatore di alto livello. Da bambino vedevo tanti giocatori brasiliani fare bene in Serie A: spero di rendere come i miei connazionali”.