Presentata la stagione 2018/2019: le dichiarazioni dei protagonisti

Oggi per il Chievo comincia la diciassettesima stagione di Serie A.
05.07.2018 16:05 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 778 volte
Fonte: chievoverona.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Presentata la stagione 2018/2019: le dichiarazioni dei protagonisti

In tarda mattinata, presso il Centro Atlante, è iniziata ufficialmente la stagione 2018/2019 del Chievo con la classica conferenza stampa di presentazione. Tra i primi interventi c'è stato ovviamente quello del presidente Luca Campedelli: "Volevo innanzitutto ringraziare i giocatori che il prossimo anno giocheranno in altre squadre, come Bastien e Castro. Un ringraziamento particolare a Dainelli, Gamberini e Gobbi: loro sono arrivati in un momento particolare per la società e, dal primo all’ultimo minuto, si sono comportanti in modo professionale e inappuntabile. Sono stati parte dell’anima di questa società, non posso che ringraziarli e sono sicuro che chi rimarrà non li farà rimpiangere. Un altro ringraziamento va a Roberto Inglese: è arrivato qui che era un ragazzo, è diventato un uomo vero e, pur essendo già del Napoli, non si è mai tirato indietro in una stagione oggettivamente complicata. E’ la nostra diciassettesima stagione di Serie A: il nostro unico obiettivo è la salvezza e, prima di quello, onorare il Chievo e Verona città sempre e su ogni campo. Dobbiamo essere quello che siamo sempre stati: magari brutti, sporchi e cattivi, ma cercando di portare sempre a casa il risultato onorando la maglia del Chievo e la città di Verona".

E' intervenuto poi Giancarlo Romairone, confermato nel ruolo di direttore sportivo: "Parto con un ringraziamento al presidente, per la fiducia che mi ha concesso l’anno scorso e che mi ha rinnovato quest’anno. Ringrazio poi il mister, il suo staff, i giocatori e i tifosi: tutti insieme ci hanno permesso di conquistare una salvezza sofferta e meritata, che ha lasciato in ognuno di noi qualcosa di importante. Abbiamo davanti un’estate per formare una squadra che possa portare avanti lo spirito del Chievo, della famiglia Campedelli e il nome della città di Verona. E’ stato bellissimo vedere il supporto dei nostri tifosi durante tutto l’anno, ma in particolare nelle ultime partite. Dovremo essere bravi a trascinarli e a proteggerci da tutto ciò che ci gira intorno".

Il giro di interventi prosegue con il tecnico Lorenzo D’Anna: "Non posso che ringraziare il presidente e il direttore per la fiducia, per le parole spese e per il ruolo che mi è stato affidato. Ringrazio il mio staff e soprattutto i ragazzi: quelli presenti e quelli non presenti, perché purtroppo abbiamo dovuto fare delle scelte. Se io sono qua è grazie a loro e quanto hanno dato nelle ultime tre partite. Mi auguro di regalare un campionato ricco di emozioni, soddisfazioni, sudore, fatica e di tutto quanto serva al Chievo per mantenere questa realtà, perché è quella che meritiamo".

Dopo gli ultimi interventi di presentazione, riprende parole il mister per rispondere su che Chievo bisogna aspettarsi nella stagione che sta per iniziare: "Dobbiamo ripartire dallo spirito e dalla determinazione mostrata dai ragazzi nelle ultime tre partite dello scorso anno. So di avere un buon gruppo: dobbiamo solo lavorare e far sì che i nuovo trovino subito affinità con il resto della squadra. Non ci sono nella mia testa grandi stravolgimenti".

Se per il mister è stata più emozionante la presentazione di 24 anni fa (quando arrivò al Chievo ndr) o quella di oggi: "Quella di 24 anni fa: venivo da Firenze e non conoscevo la realtà Chievo, ma mi è bastato poco per capire che ero entrato in un mondo particolare e che mi apparteneva. Mi sono trovato bene e spero di continuare qui a lungo".

Parola al presidente, che parla di cosa gli è rimasto degli ultimi 18 anni di Chievo e di quanto sia difficile fare il presidente nel calcio di oggi: "Mi rimangono tutti i giocatori, o per meglio dire gli uomini, che sono passati dal Chievo: loro sono l’anima di questa società. Loro sono coloro che hanno portato in campo lo spirito del Chievo. Fare il presidente adesso è diverso: è più stimolante e ti diverti di meno, ma quando ti diverti lo fai sul serio".

La palla ripassa a D’Anna, per capire quali tasselli mancano per il completamento della squadra: "La rosa mi pare già ben attrezzata, poi è normale che qualcosa faremo e c’è il tempo perché il mercato inizia adesso. Ho fiducia nel direttore: cominciamo a lavorare e poi affileremo il tutto".

Su quanto siano stati presenti gli addii di tre veterani come Dainelli, Gobbi e Gamberini: "Quello che mi hanno dato nelle ultime partite, quello che hanno dato a questa società e al calcio italiano è sotto gli occhi di tutti. Sono giocatori che hanno fatto la storia del nostro campionato, sono tre uomini straordinari prima che tre calciatori importanti e hanno dimostrato tutto il loro valore in campo e fuori qui al Chievo. Sono orgoglioso di averli potuti allenare, anche se per poco. I loro addii sono stati una scelta dolorosa, ma dovuta al ricambio generazionale e a determinate strategie della società".

Infine, il patron Campedelli ha evidenziato eventuali similitudini tra la Virtus Verona, terza squadra della città appena promossa in C, e il Chievo: "Faccio i complimenti alla Virtus per essere arrivata in C. L’ideale sarebbe avere tre squadre in Serie A, anche se posi sarebbe complicato a livello organizzativo (ride ndr). E’ possibile che la Virtus possa ripercorrere quanto fatto dal Chievo, anche se il calcio di oggi è un po’ più complicato di una volta: bisogna piano piano strutturarsi, una volta non era così necessario".