Pellissier fa 40 anni: "Soffro per il mio Chievo, così non posso chiudere"

L'intervista rilasciata da Pellissier a La Gazzetta dello Sport in occasione dei suoi 40 anni.
12.04.2019 11:15 di Paolo Lora Lamia   Vedi letture
Fonte: La Gazzetta dello Sport
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Pellissier fa 40 anni: "Soffro per il mio Chievo, così non posso chiudere"

"C'è poco da festeggiare, soffro per la situazione del mio Chievo". Questa frase la dice lunga sull'uomo Sergio Pellissier, capitano e simbolo clivense che oggi compie 40 anni. In un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport per tale ricorrenza, l'attaccante ha parlato della difficile stagione del club gialloblù: "Vorrei una vittoria col Napoli domenica: non può finire così, con un solo successo col Frosinone e 11 punti in classifica. Sembra di toccare il fondo. I motivi? Non tanto la penalizzazione, ma i momenti di tensione tra la fine della scorsa stagione e l'inizio di questa. C'era tanta incertezza sul campionato da affrontare: in questo modo viene a mancare la concentrazione, soprattutto i giovani non vivono la situazione del modo giusto. Noi comunque ci abbiamo messo molto del nostro".

Pellissier fa autocritica a nome della squadra, ma non risparmia anche qualche frecciata alla classe arbitrale: "In troppe partite ci sono stati episodi contrari: a Bologna due rigori contro, col Sassuolo una rete annullata. Qualunque squadra sarebbe andata in difficoltà con situazioni avverse in ogni partita. Se al posto nostro ci fosse stata un'altra squadra, ne avrebbero parlato molto di più".

Sulle sue condizioni fisiche e su come è arrivato a giocare a 40 anni: "Ho avuto uno stiramento, ma ora sto bene. Col Bologna ero in panchina per stare con il gruppo, ora sono a disposizione. Sento spesso dire che devono giocare i giovani: per me giocano i più forti. La meritocrazia è importante, così come l'impegno. Io sono partito più volte in terza fila per poi scalare posizioni".

Sul suo rapporto con i giovani, a cui dà consigli preziosi per il futuro: "Io solitamente parlo poco, ma quando dico una cosa è perché è quella: credo che ormai l'abbiano capito. Conta molto la testa: quando arrivi nel calcio dei grandi, c'è sempre qualcuno che ti può mettere i bastoni tra le ruote. Devi saper reggere. Qui al Chievo abbiamo Vignato: vede gioco come pochi e, se fa il salto di qualità sul piano caratteriale, può diventare più forte di Zaniolo".

Una battuta infine sul futuro, suo e del Chievo: "Io non voglio chiudere così, mi fa troppo male. Ho ancora entusiasmo: magari non farò 22 gol in B come nel 2007/2008, ma voglio rifarmi. Ripartire con Di Carlo? ha il carattere da Chievo e guarda prima la persona che il giocatore".