Maran: "Dobbiamo ripartire, Samp squadra di qualità"

Le parole di Maran in conferenza stampa.
 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 91 volte
Fonte: chievoverona.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Maran: "Dobbiamo ripartire, Samp squadra di qualità"

Vigilia di campionato per il Chievo, impegnato domani a Genova contro la Sampdoria. In vista della sfida contro i blucerchiati, il tecnico gialloblù Rolando Maran è intervenuto in conferenza stampa. Queste le sue prime dichiarazioni: “Mi aspetto una partita contro una squadra difficile da affrontare: hanno una buona qualità e una grande organizzazione. Sappiamo dunque tutte le difficoltà di questa gara. Noi veniamo da un passo falso e vogliamo subito tornare a far prestazione, perché spesso la prestazione coincide con il risultato. Dobbiamo accantonare questo turno infrasettimanale e tornare a viaggiare sui ritmi che abbiamo mantenuto fino ad ora”.

Sulle similitudini tra Chievo e Sampdoria: “Sono due squadre che interpretano le partite allo stesso modo, magari con alcuni aspetti diversi. Hanno come denominatore comunque l’intraprendenza nel fare la partita, ma loro con le loro caratteristiche e noi con le nostre. Dovremo metterle in campo perché, come già detto, incontriamo una buona squadra con grandissima qualità”.

Sulla condizione di Meggiorini e sulla situazione indisponibili: “A lui manca scendere in campo e testare tutto il lavoro che ha fatto. Dal punto di vista fisico sta bene ed è allenato, ma è ovvio che la partita è diversa. Deve solo ritrovare il campo, dal punto di vista atletico è alla pari degli altri. Inglese sta bene, Stepinski non sarà convocato per via di una botta che ha preso mercoledì. E’ l’unico indisponibile insieme ad Hetemaj che è squalificato, per il resto ci sono tutti”.

Sull’assenza di Hetemaj: “E’ scuramente un giocatore importante per noi, ma sono altrettanto convinto che ci sono anche altri giocatori in quel ruolo che possono dare il loro contributo. Non saranno da meno dal punto di vista delle energie: c’è da aver fiducia in chi giocherà, mi fanno stare tranquillo. Questa è l’occasione giusta per lacuni ragazzi per mettersi in evidenza”.

Sulla sua abitudine di ruotare i difensori e sulla prova difensiva fornita dalla squadra contro il Milan: “Dalla fase difensiva avrei voluto di più, ma intesa come squadra e non solo come difensori. Non siamo stati capaci di accorciare con i tempi giusti e si sono accumulati una serie di problemi che ci hanno portato ha fare più errori del solito. Anche in allenamento ruoto spesso le coppie di centrali e le linee difensive: chi scende in campo sa quello che deve fare e conosce bene i compagni”.

Su Castro, in calo nelle ultime due partite: “Come tutti, ha bisogno che la squadra giri su certi ritmi in modo che vengano evidenziate le qualità del singolo. Abbiamo sempre detto che dobbiamo funzionare come squadra e, quando ciò accade, i singoli vengono esaltati. Non abbiamo giocatori che possono fare la differenza da soli: dobbiamo funzionare da squadra e, in quel contesto, i singoli si mettono in risalto”.

Sulle cause della sconfitta contro i rossoneri: “Abbiamo reagito male alle difficoltà e credo che questo sia dipeso in parte dalle fatiche che ci portavamo dietro dal derby. Noi ci allenaimo sempre a grandi ritmi e siamo abituati a queste situazioni: mercoledì non siamo riusciti a rimediare, mettiamo un punto e andiamo avanti”.

Sulla differenza evidente tra le squadre più forti del campionato e le altre: “Purtroppo la gestione degli introiti porterà ad una spaccatura sempre più netta tra un tipo di squadra e le altre. Queste ce lo dobbiamo mettere in testa: non si può essere competitivi come le grandi, o comunque avvicinarci alle loro potenzialità. Da sportivo un calcio più equilibrato sarebbe più interessante, ma noi dobbiamo fare i conti con questo tipo di calcio. Dobbiamo rimboccarci le maniche per essere più bravi possibile e magari portare via punti anche alle squadre più importanti”.

Sulla sua soddisfazione di poter trasmettere alla perfezione la sua idea di calcio allenando al Chievo: “Io credo che un allenatore, quando va in campo, debba trasmettere le proprie idee al di là della squadra che allena. Sono d’accordo sul fatto che il Chievo sia l’ambente ideale per lavorare, ma io ho cercato di essere me stesso in tutte le squadre che ho allenato. Qua ci sono le condizioni giuste per poterlo fare al meglio”.

Su come sta la squadra dopo l’ultima sconfitta: “C’erano tante aspettative per la gara di mercoledì, volevamo continuare la striscia positiva. Quando non sei più abituato a perdere, fai più fatica ad accettare la sconfitta: dopo la partita, infatti, il morale non era dei migliori. E’ stato un passo falso e dobbiamo ripartire già dalla gare di domani, sapendo che ci può stare di perdere una partita. Non dobbiamo allontanarci dalla realtà, sapere chi siamo e che, quando viene meno qualcosa delle nostre caratteristiche, possiamo perdere come è successo mercoledì”.