La carica di Giaccherini: "Non voglio retrocedere, la salvezza sarebbe un miracolo sportivo"

Le parole di Giaccherini in conferenza stampa.
16.01.2019 16:20 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 356 volte
Fonte: chievoverona.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
La carica di Giaccherini: "Non voglio retrocedere, la salvezza sarebbe un miracolo sportivo"

“Non voglio retrocedere, giocare in Serie A è bellissimo. Solo con il lavoro possiamo uscir da questa situazione”. Il grido di battaglia di Emanuele Giaccherini non lascia spazio a repliche. È lui uno di trascinatori del Chievo, tornato a sperare nella salvezza grazie ai recenti risultati positivi.
L’esterno gialloblù, intervenuto oggi in conferenza stampa, ha parlato inizialmente della sfida in programma lunedì contro la Juventus: “Lunedì è una partita proibitiva per noi, affrontiamo l’avversario più forte da tanti anni in Italia e tra i migliori in Europa. Dovremo dare il 110% e sperare che la Juve toppi l’appuntamento. Nel calcio ci sono stati episodi di squadre partite già battute, ma che poi hanno vinto inaspettatamente”.

La prima di una serie di gare difficili per il Chievo, protagonista di una stagione decisamente travagliata: “Quando sono arrivato qua - prosegue Giaccherini - ho trovato un ambiente bello, dove c’erano delle difficoltà. Lo scorso anno per un periodo non abbiamo navigato in acque felici, ma poi ci siamo slavati. Abbiamo passato un’estate tormentata per via delle plusvalenze: non è stato facilissimo, ma siamo un grande gruppo e, nonostante l’avvicendarsi di tanti allenatori, siamo ancora lì sul pezzo che ci crediamo. Questa è la cosa bella del Chievo: tanti ci vogliono fare del male, ma noi non ci arrendiamo”. 

Parole da leader, ruolo che condivide con altri veterani clivensi: “Io e altri giocatori d’esperienza come Cesar, Sorrentino, Pellissier e Radovanovic dobbiamo trascinare la squadra in allenamento e in partita. Non tiriamo mai indietro la gamba e andiamo oltre i nostri limiti di età. Due esempi sono il capitano e Sorrentino in porta. Siamo un esempio per i giovani, che ci stanno seguendo e stanno migliorando. Ora siamo più squadra e ognuno ha un obiettivo nella testa”. 

Tutti uniti per l’obiettivo salvezza, al momento ancora lontano: “I punti dalla quartultima sono tanti, mancano 19 partite ed è difficile. Però c’è ancora un girone, dove noi dobbiamo fare qualcosa di straordinario per salvarci. Se ci riusciremo sarà un miracolo sportivo”. Obiettivo raggiungibile per l’ex Juventus, a patto di “Mettere in campo spirito battagliero e determinazione, poi all’interno di questo lavoro si esaltano anche i singoli e le loro qualità”. Uni miracolo sportivo come lui ne ha già vissuti in prima persona: “Al Sunderland eravamo penultimi a 7 giornate dalla fine, con 4/5 punti di svantaggio dalla quartultima. Dovevamo giocare fuori casa con City, Chelsea e United: facemmo 7 punti in quelle tre gare, salvandoci con i risultati importanti contro le migliori squadre inglesi”.

Oltre al ruolo di leader carismatico, Giaccherini da qui alla fine della stagione dovrà sostituire stabilmente sulla trequarti Birsa, passato al Cagliari: “In campo un giocatore interpreta un ruolo com’è nelle sue caratteristiche. Valter era un giocatore importante, che faceva valere al meglio le sue doti sulla trequarti. Io ho altre caratteristiche, ma posso fare altrettanto bene in quella posizione”.

Il giocatore raccoglie quindi tale eredità senza problemi e con personalità: la stessa mostrata ogni volta che scende in campo: “Io sono un giocatore che ama prendersi responsabilità. Ho un’età in cui mi piace averle, ho personalità e in quella partita - Chievo-Frosinone ndr - mi son sentito di calciare la punizione dove poi ho fatto gol. Poteva anche andare fuori ma, se uno non prende in mano la situazione, non succede niente. Sono un giocatore che il Chievo ha preso anche per risolvere qualche problema”. 

Giaccherini dunque continua a fare la differenza come Sergio Pellissier, il cui splendido girone d’andata e tutt’altro che una sorpresa: “Mi alleno tutti i giorni con Sergio, doveva avere un po’ più di considerazione. Lui è un giocatore eterno, che alla sua età sta ancora bene e può fare la differenza. Sarà molto importante servirlo bene, stiamo lavorando per questo. Oltre a lui abbiamo altri attaccanti forti, che hanno sempre giocato in A”.

La conferenza prosegue con un’analisi sulla Juventus, prossimo avversario in campionato: “Si tratta di una squadra solida, compatta e concreta. Magari meno spettacolare di altre, ma estremamente letale. Non dobbiamo concedere loro le ripartenze, nelle quali alcuni loro giocatori ti possono fare male”. Una squadra in cui ha giocato e che gli è rimasta nel cuore: “All’andata non ho esultato per rispetto: questa volta, in caso di gol, esulterò”. Una considerazione, infine, su Cristiano Ronaldo: “Sicuramente è il più forte al mondo, ma non credo che la Juve sia solo lui. Si vede che è diverso da tutti gli altri: è speciale quando riceve palla e fa le giocate, va sopra il campione”.