Di Carlo: "Domani giochiamo da Chievo. Futuro? Prima il progetto della società"

Le dichiarazioni di Di Carlo in conferenza stampa.
03.05.2019 16:45 di Paolo Lora Lamia   Vedi letture
Fonte: chievoverona.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Di Carlo: "Domani giochiamo da Chievo. Futuro? Prima il progetto della società"

Vigilia di campionato per il Chievo, impegnato domani al Bentegodi contro la Spal. Queste sono state le dichiarazioni del tecnico gialloblù Mimmo Di Carlo nella conferenza stampa tenuta oggi: “Ci saranno facce nuove in formazione per via delle assenze per squalifica di Leris e Barba, a cui faccio i complimenti per il finale di stagione importante. A loro si è aggiunto anche Bani, che non rischierò perché ha preso una botta in allenamento. Continuano a non essere tra i convocati Sorrentino, Djordjevic, Giaccherini e Rossettini: continuano con allenarsi con noi ma saranno ancora out, proseguiamo con un mix tra giovani e vecchi. Gli obiettivi per domani sono simili a quelli delle ultime settimane: provare a vincere, dare continuità di risultato e di prestazione. Dobbiamo fare il meglio, ottenere più punti possibili e giocare da Chievo”.

Sul suo stato d’animo, tra la fine di un campionato senza obiettivi e il futuro ancora incerto: “Io sono carico come il primo giorno che sono arrivato. Oggi ancora di più perché le responsabilità sono aumentate, nel momento in cui non raggiungi l’obiettivo. Sono mancate tante cose e non per colpa nostra, ma l’atteggiamento non è mai mancato. Domani per me la Spal, a cui faccio i complimenti per la serietà del progetto, verrà qui per ottenere la salvezza matematica ma noi cercheremo di rendere loro la vita difficile. Affronteremo un’ottima squadra ma, anche loro affronteranno una squadra temibile”.

Su cosa farà il prossimo anno e sui giovani a cui sta dando spazio: “Il mio futuro non è la cosa più importante, ma che il Chievo riparta da un progetto. Karamoko? Nell’ultimo periodo si è allenato con noi insieme a Ndrecka e sono cresciuti molto. Lo stesso vale per Grubac, mentre Vignato ormai lo considero un giocatore da Serie A. Sono tutti giovani che hanno voglia di dimostrare il loro valore. Li terrò in considerazione mettendoli in campo insieme ai vecchi: non so se dal primo minuto o a gara in corso”.

Su come ha visto Vignato dopo il ritorno dallo stage in azzurro: “La prima volta che è tornato dalla Nazionale non è passato dal nostro ufficio, quindi l’ho chiamato e gli ho detto che lo doveva fare. Questa volta, invece, è venuto di sua spontanea volontà. Gli ho detto che questo per lui è un punto di partenza per far sì che il suo percorso in azzurro sia il più lungo possibile. L’ho visto sereno come sempre: in campo dà del tu al pallone e deve continuare a fare quello che sa, senza pressioni”.

Sui margini di miglioramento di Vignato che, contro il Parma, ha giocato meglio quando agiva sulla sinistra: “In settimana abbiamo lavorato su questo: non deve stare davanti al suo uomo. O deve alzarsi a fare la punta o deve spostarsi in linea con le sue caratteristiche. In settimana abbiamo insistito con i nostri centrocampisti nel dare la palla a lui. Se ci alleniamo bene, il risultato viene di conseguenza. Allenarsi in questo momento è difficile ma è bello, perché tutti mi seguono e compresi quelli che non sono convocati. Il Chievo sta dimostrando in questo finale che si poteva salvare e che può ripartire da molte cose positive”.

Su Karamoko e Ndrecka, due giovani ormai nel giro della prima squadra: “Karamoko è un giocatore ancora da svezzare, ma ci mette tanta volontà. Fisicamente è forte, ha una discreta tecnica, un buon inserimento senza palla e voglia di essere protagonista. Non bisogna mettergli troppa pressione e deve sfruttare al meglio le sue possibilità, giocando per la squadra e non per sé stesso. Ndrecka lo chiamo Mario Rui: è un giocatore tecnico, intelligente e scaltro. Deve crescere a livello fisico, ma per il resto piace a tutti: a buona corsa e buon piede”.

Su come interpreta il silenzio della società nelle ultime settimane: “In questo momento il presidente e la società sono le cose più importanti: l’allenatore, il direttore sportivo e i giocatori vengono dopo. Adesso penso che stiano progettando il futuro e non dobbiamo mettere fretta a nessuno. Meglio rallentare adesso ed essere precisi nel momento in cui si parte, piuttosto che fare una via di mezzo. L’importante è ripartire al meglio per essere protagonisti”.