Allenatori gialloblù: Pillon

La giornata di oggi è dedicata ai grandi allenatori gialloblù del passato, a cominciare da Giuseppe "Bepi" Pillon.
 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 234 volte
© foto di Federico De Luca
Allenatori gialloblù: Pillon

Siamo nell'estate del 2005, con il Chievo che ha conculso il suo quarto campionato consecutivo in Serie A rischiando per la prima volta la retrocessione. La stagione 2004/2005 era iniziata con Mario Beretta in panchina, esonerato a tre giornate dalla fine e sostituito da Maurizio D'Angelo che ha condotto i gialloblù alla salvezza, ma solo all'ultima giornata. Il presidente Campedelli deve decidere quindi su chi puntare come nuovo allenatore e la scelta ricade su Giuseppe Pillon, reduce da una brillante stagione alla guida del Treviso.

Il mercato estivo non autorizza chissà quale tipo di sogno: Marchegiani lascia il calcio e viene sostituito dall'ex Inter Fontana, in difesa arrivano tre giovani promettenti (Scurto dalla Roma, Mantovani dal Torino e Marchese, rimasto svincolato dopo una stagione al Treviso), a centrocampo si punta sull'eserienza di Giunti (acquistato dal Bologna), mentre in avanti arriva via Inter un giovane e sconosciuto giocatore nigeriano: Victor Obinna. Il cammino in Coppa Italia termina già nel mese di agosto, dopo le vittorie contro Valenzana e Cremonese e la sconfitta con il Brescia. Sembra essere per il Chievo una nuova stagione all'insegna della sofferenza e invece, fin dalle prime giornate di campionato, si capisce che sarà un'annata ricca di soddisfazioni.

Dopo la sconfitta alla prima giornata contro la Juventus di Fabio Capello, il Chievo conquista due vittorie consecutive contro Parma e Reggina, perde in casa contro l'Inter per poi mettere in fila una serie di dieci risultati utili consecutivi (4 vittorie e 6 pareggi). Tale serie positiva consente ai gialloblù di posizionarsi stabilmente in zona Uefa, ma ciò che più colpisce della squadra veronese è l'ideentità di gioco che ha dato l'ex tecnico del Treviso. Pillon ha infatti optato fin dal ritiro estivo per un 4-4-2 molto simile per principi di gioco a quello che fu di Del Neri, con gli esterni di centrocampo come fonti principali del gioco - i titolari sono Franco Semioli e Daniele Franceschini, protagonisti di una stagione superlativa - e gli attaccanti puntuali in zona gol. Mai come quest'anno infatti il Chievo, nei tornei di Serie A a 20 squadre, ha avuto un reparto offensivo così prolifico: a fine stagione il miglior realizzatore sarà Sergio Pellissier con 13 gol, seguito da Amauri con 11, Simone Tiribocchi con 7 e il già citato Obinna con 6. La striscia di risultati utili consecutivi termina con il k.o. per 2-0 a Messina per il Chievo, che conclude il girone d'andata a quota 30 punti. La seconda parte di stagione ricalca la prima sia sul piano dei risultati - da ricordare per esempio l'1-1 casalingo contro la Juventus - che del gioco e consente al Chievo di piazzarsi a fine campionato al settimo posto: risultato che consente ai gialloblù di qualificarsi per la seconda volta nelle loro storia in Coppa Uefa. Un traguardo storico per la piccola società veneta e per il suo allenatore, che diventerà ancora più suggestivo dopo che lo tsunami di Calciopoli porterà il Chievo dal settimo a quarto posto

I clivensi, sempre con Pillon in panchina, dovranno quindi affrontare i prestigiosi prelimiari di Champions League e il mercato sarà all'insegna delle conferme più che degli acquisti. Purtroppo però la doppia eliminazione precoce da Champions e Coppa Uefa e la negativa partenza in campionato costano il posto a Bepi Pillon, sostituito da Del Neri. Un finale amaro per un tecnico che, nella stagione 2005/2006 ha tenuto il Chievo sempre nelle prime sette posizioni della classifica e ha conquistato un traguardo - quello della qualificazione Uefa - che rimarrà per sempre nella storia gialloblù.