Allenatori gialloblù: Corini

L'ultimo articolo tra quelli dedicati ai tecnici gialloblù del passato parla di Corini, protagonista di due salvezze consecutive sulla panchina del Chievo.
 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 183 volte
Allenatori gialloblù: Corini

Siamo nella stagione 2012/2013, iniziata con Domenico Di Carlo sulla panchina del Chievo. Dopo una vittoria alla prima di campionato contro il Bologna, i gialloblù incappano in cinque sconfitte consecutive che costano il posto al tecnico. Al suo posto viene chiamato Eugenio Corini, regista del "Chievo dei miracoli" di Luigi Delneri e allenatore all'esordio in massima serie. Un mister che, nel giro di due anni, regalerà tante gioie ai tifosi clivensi.

Corini deve far fronte ad una situazione di classifica deficitaria, nella quale il Chievo non si trovava da un po di anni. Nelle prime settimane della sua gestione, cerca di trovare l'assetto giusto per la squadra cambiando spesso uomini e moduli e i risultati ne sono una conseguenza. Conquista infatti 4 punti nelle prime due partite da tecnico del Chievo contro Sampdoria e Fiorentina, perde con il Napoli, vince lo scontro diretto col Pescara e poi ne prende 5 dal Milan. I tifosi cominciano a rumoreggiare, soprattutto dopo l'eliminazione dalla Coppa Italia per mano della Reggina e il deludente 0-0 casalingo con il Siena. Il tecnico però si difende sostenendo che, in certi momenti della stagione, anche un noioso 0-0 può essere un risultato importante: il campo, in questa occasione come in altre, gli darà ragione. La formazione gialloblù arriva alla delicata sfida contro il Genoa della 15^ giornata al terzultimo posto - con gli stessi punti della compagine genoana - e Corini stupisce tutti con una mossa a sorpresa: Chievo in campo con 4-4-2 (modulo mai utilizzato nelle partite precedenti) e Pellissier in panchina per far posto alla coppia Paloschi-Thereau. Scelte vincenti quelle di Corini, dato che la sua squadra batte i liguri per 4-2 e, con il medesimo sistema di gioco, vince anche contro Cagliari e Roma. Queste tre vittorie consecutive, sommate al successo sull'Atalanta alla 19^ giornata, rimettono il Chievo in corsa pe la salvezza. L'inizio del girone di ritorno non è dei migliori, ma Corini non molla e - nonostante qualche critica di troppo per il gioco improntato molto sulla fase difensiva - centra vittorie fondamentali come quello contro Napoli e Pescara. Il momento chiave della stagione è lo scontro diretto con il Siena in terra toscana: una sconfitta potrebbe rimettere il Chievo in una situazione di pericolo, mentre un risultato positivo lo toglierebbe quasi definitivamente dalla lotta per non retrocedere. Ancora una volta Corini stupisce tutti, puntando su Pellissier - reduce da due gare da titolare non esaltanti - come riferimento in attacco: è proprio il capitano clivense a segnare il gol decisivo, giustificando così l'ennesimasscelta azzeccata del tecnico. La salvezza per i veneti arriva con due giornate d'anticipo dopo la prestigiosa vittoria sul campo della Roma: un traguardo straordinario vista la situazione della squadra nel momento in cui è arrivato Corini. Avendo centrato l'obettivo prefissato e avendo dimostrato di essere un tecnico duttile sul piano tattico e molto capace, tutti si aspettano la conferma di Corini che, invece. viene sostituito in estate da Giuseppe Sannino.

Il progetto tecnico pensato dall'ex mister del Siena però non prende forma e, dopo 12 giornate e con il Chievo ultimo a 6 punti, Campedelli decide di esonerare Sannino sostituendolo con Corini. La sfida per l'ex regista gialloblù e ancora più ardua di quella della passata stagione, ma arriva subito una vittoria che riaccende le speranze di tifosi e ambiente. Nella prima gara della gestione Corini infatti il Chievo è attesso dal derby contro l'Hellas - tra le rivelazioni della stagione - e riesce ad aggiudicarselo all'ultimo minuto grazie alla rete di Dejan Lazarevic. Il successo nella stracittadina dà una grande carica alla squadra, che vince le due gare successive contro Livorno e Sassuolo. Come era accaduto nel campionato precedente, sono tre successi consecutivi a ridare morale al Chievo in ottica salvezza, anche se la lotta per rimanere in Serie A sarà davvero combattutta fino alla fine del campionato. Nel girone di ritorno, Corini dimostra di non sbagliare mai approccio e schieramento tattico negli scontri diretti, riuscendo a prevalere contro Catania, Bologna e Livorno (tre delle quattro avversarie dei clivensi per la permanenza in A). L'unico k.o. è in casa contro il Sassuolo e, purtroppo per il Chievo, ad esso seguono i passi falsi con Sampdoria e Torino. La salvezza a questo punto sembra tutt'altro che scontata ma, alla penultima giornata, arriva il successo per 1-0 sul campo del Cagliari e la conseguente permanenza in massima serie. Un risultato ancora più sorprendente e meraviglioso di quello dell'annata precedente, ottenuto ancora una volta con Eugenio Corini in panchina. A differenza di quanto accaduto l'estate prima, Campedelli gli rinnova la fiducia e decide di legare il tecnico alla socetà veronese con un contratto pluriennale.

In estate arrivano molti giocatori di qualità - Maxi Lopez, Birsa e Izco per citarne alcuni - e la sensazione e che con Corini il Chievo possa aprire un grande ciclo. Purtroppo le basi di questo progetto si rivelano meno solide di quanto sembrasse, tanto che il tecnico viene esonerato dopo sole sette giornate. Una separazione dolorosa, che però non cancella le due salvezze consecutive conquistate da Corini sulla panchina clivense, in entrambi i casi da subentrato. Due obiettivi centrati grazie alle qualità tecniche e morali dei giocatori, ma soprattutto grazie alle capacità di un allenatore che ha sempre messo in capo una squadra in grado di ottenere i risultati necessari per l'obiettivo finale. Un mister che non si è fossilizzato su un modulo in particolare - anche se è prevalente il 3-5-2 nei suoi due anni -, ma che ha lavorato su principi indivudali che potessero essere utilizzati da una partita all'altra e anche nel corso dei novanta minuti.