Matteo Tinazzi: amore per il Chievo e per il North Side

Nuovo appuntamento con la nostra rubrica PAROLA AI TIFOSI.
27.02.2019 13:00 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 215 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Matteo Tinazzi: amore per il Chievo e per il North Side

Pessimismo sul possibile miracolo salvezza, grande amore per il Chievo e voglia di combattere la disinformazione su squadra e tifosi. Emergono questi stati d’animo dall’intervista a Matteo Tinazzi, tifoso innamorato del Chievo e della sua splendida curva. È lui il protagonista di oggi di PAROLA AI TIFOSI, rubrica lanciata ad inizio 2019 dalla redazione di TuttoChievoVerona.it per dare spazio ai tifosi clivensi.

Contro il Genoa è arrivato un pareggio per 0-0: un punto guadagnato o due persi?
“Sicuramente due punti persi, arrivati a questo punto della stagione ogni vittoria mancata equivale a perdere punti preziosi per una ormai impossibile salvezza”.

Per il mister Di Carlo la squadra ha dato tutto quello che poteva dare per vincere: sei della stessa idea?
“La squadra ha sicuramente giocato con cattiveria ma non con voglia di vincere, credo sia prevalsa la paura di prendere gol. Certamente l'assenza di Pellissier in attacco svuota il Chievo della sua anima”.

Terza partita consecutiva senza gol fatti: più un problema di qualità degli attaccanti o di sviluppo della manovra offensiva?
“Per come la vedo io è un problema di qualità: il fatto che il nostro miglior attaccante sia un quarantenne la dice lunga. Meggiorini, Pucciarelli e il "fenomeno" Djordjevic non possono fare da spalla al volenteroso Stepinski, il quale seppure abbia molti limiti tecnici dimostra almeno un certo fiuto del gol”.

Quanto è importante il ritorno di Pellissier, che potrebbe concretizzarsi già contro il Torino?
 “Per tutto quello che ho appena detto, credo che sia indispensabile anche se di certo da solo non potrà compiere il miracolo. Comunque preferisco che rientri quando sarà completamente ristabilito piuttosto di un anticipo forzato col rischio di una ricaduta”. 

La gara contro i granata è davvero l'ultima spiaggia per il Chievo?
“Credo che l'ultima spiaggia ce la siamo già giocata contro l'Empoli, poi se mi sbaglierò (e spero di sbagliare) sarò il primo ad esultare per almeno un mese”.

Parliamo della tua passione per i colori gialloblù: quando è nata e quali sono state le emozioni più belle?
“La passione è nata nel 2008 quando il Chievo è ritornato in massima serie dopo l'anno di purgatorio in B, mi sono innamorato di quella squadra fatta da uomini veri e dal mister Di Carlo. Inoltre sono rimasto affascinato dal vedere quel "manipolo di fratelli", che è il North Side. Da allora ho rinnovato l'abbonamento in curva nord tutti gli anni”.

Cosa ne pensi di come molti ironizzino sulla tifoseria del Chievo, definita inesistente o composta da soli simpatizzanti?
“Dico che un vero cultore di calcio non può che apprezzare il Chievo e quello che rappresenta: la meritocrazia, la classe operaia in paradiso, la forza delle idee e della passione. Ci fossero più Chievo e meno strisciate probabilmente il calcio tornerebbe ad essere quello sport stupendo che non è più da quando il business la fa da padrona. Io da 10 anni seguo il North Side, quelli che ironizzano sull'assenza di tifosi probabilmente hanno messo piede nello stadio 10 volte nella loro vita. Io li compatisco e mi fanno anche un po' pena, non sanno cosa vuol dire amare una squadra a prescindere e non solo per le vittorie”.

Un'ultima domanda: la tua formazione del cuore del Chievo, allenatore compreso?
“Premettendo che metterò solo giocatori che ho visto giocare perché non sarei in grado di giudicare chi non ho visto coi miei occhi, dico: Bizzarri; Dainelli, Yepes, Frey; Marcolini, Luciano, Castro, Birsa; Pellissier, Inglese, Paloschi. Allenatore Rolando Maran".