Diego Tavella: la fredda Praga non congela la sua passione gialloblù

Nuovo appuntamento con la rubrica PAROLA AI TIFOSI.
21.02.2019 12:20 di Paolo Lora Lamia   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Diego Tavella: la fredda Praga non congela la sua passione gialloblù

La lontananza rafforza certi sentimenti, sia per quanto riguarda i rapporti umani che la passione per una squadra di calcio. Certamente questa regola vale per Diego Tavella, tifoso del Chievo la cui passione per i colori gialloblù e tutt’altro che scolorita nonostante viva a Praga. È lui il protagonista di oggi di PAROLA AI TIFOSI, rubrica lanciata qualche settimana fa dalla redazione di TuttoChievoVerona.it.

Il Chievo è reduce dal k.o. nello scontro diretto contro l'Udinese: che giudizio dai su questa partita?
“Sicuramente è stata una gara costellata da luci ed ombre: il gol mancato per un soffio da De Paoli, le occasioni avute dall'Udinese, le conclusioni ravvicinate ben respinte dal portiere friulano, il rigore. Con un po’ di fortuna e cattiveria in più forse la partita si poteva incanalare su binari ben diversi”.

Si tratta di un k.o. fatale in ottica retrocessione per il Chievo o i gialloblù hanno ancora speranze?
“Ovviamente perdere contro una diretta concorrente per la salvezza può sempre risultare fatale, però finché la matematica non ci condanna dobbiamo sempre lottare partita dopo partita per provare a salvarci”.

Dopo Chievo-Fiorentina, un altro episodio dubbio (il rigore concesso all'Udinese): noti un clima strano attorno alle gare del Chievo?
“In questo periodo purtroppo il VAR sta prendendo molte decisioni contro il Chievo. Però sono molto simili a quelle di altre gare, per esempio Spal-Fiorentina. Io sono sempre del parere che debbano essere le squadre a richiedere l'utilizzo del VAR, ovviamente con alcuni limiti. Solo così può diventare veramente uno strumento democratico”.

Ha fatto bene Pellissier ad alzare la voce?
“Il nostro capitano, come é giusto che sia, tiene molto a cuore le vicende della squadra e, giustamente, fa di tutto per mantenere alta l'attenzione verso la squadra e tenere unita la tifoseria”.

Andiamo alla tua passione per il Chievo: quando è nata e quali sono state le tue prime gioie da tifoso clivense?
“La passione è nata nel ‘94 al primo anno di B: avevo 10 anni e questa squadra mi aveva fatto un'ottima impressione. La prima grande gioia ovviamente fu la prima promozione in Serie A, che mi riempì di grande orgoglio verso questi colori”.

Ho letto che vivi a Praga: seguire la tua squadra del cuore da lontano rafforza o diminuisce la passione?
“Qui a Praga riesco a seguire molto bene le varie stagioni della squadra grazie ai tanti locali che trasmettono le partite. Ovviamente assisto ad ogni gara indossando maglietta e sciarpa rigorosamente biancazzurre”.

Ti capita di incontrare tifosi del Chievo non originari di Verona e dintorni?
“Fino ad adesso non mi é ancora capitato di incontrare tifosi clivensi fuori da Verona, anche se ce ne sono molti”.

Un'ultima domanda: la tua formazione del cuore del Chievo, allenatore compreso?
“Fino ad adesso non mi é ancora capitato di incontrare tifosi clivensi fuori da Verona, anche se ce ne sono molti. La mia formazione: Lupatelli; Moro, Yepes, D'Angelo, D'Anna; Bradley, Marcolini, Giaccherini, Fernandes; Pellissier, Corradi. Ovviamente Allenatore Luigi Del Neri”.