Andrea Zanolli: tifoso folgorato dal Chievo in una notte europea

Torna la rubrica PAROLA AI TIFOSI: ideata qualche settimana fa dalla redazione di TCV.
30.01.2019 12:10 di Paolo Lora Lamia   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
Andrea Zanolli: tifoso folgorato dal Chievo in una notte europea

Terzo appuntamento con la rubrica PAROLA AI TIFOSI: spazio dedicato ai sostenitori clivensi da parte della redazione di TuttoChievoVerona.it (QUI PER L'ARTICOLO DI PRESENTAZIONE). Oggi è il turno di Andrea Zanolli, tifoso che vive la sua passione per il Chievo con grande trasporto giudicando però le vicende gialloblù con grande obiettività.

Il Chievo è reduce dal k.o. ricco di polemiche con la Fiorentina: cosa ne pensi di questa gara e dell'arbitraggio?
“La partita con la Fiorentina ha consegnato un verdetto importante: il Chievo è una squadra ancora viva. Questo primo fatto è ciò che più conta, considerando che per un lungo tratto della stagione la squadra non si è dimostrata sufficientemente pronta sul piano dello spirito. Poi, non riuscire a fare neanche un punto in una partita giocata così ferisce molto, ma, dopotutto, le lacune tecniche sono ancora ben presenti e in almeno 2 gol su 4 si notano perfettamente. Per quanto riguarda l’arbitraggio, devo premettere che per me il VAR è un’innovazione con un potenziale di miglioramento del calcio elevatissimo. Certamente, nella sfida con la Fiorentina si sono palesate alcune problematiche a cui gli organi competenti devono porre rimedio. Per esempio: quando si può intervenire e quando no?”.

A parlare troppo di arbitri non si rischia di dimenticare le tante scelte sbagliate degli ultimi mesi?
“Credo proprio di sì. Comprendo e parzialmente condivido le recriminazioni al termine della gara, ma poi bisogna tornare a pensare al campo e a quello che questa squadra ha fatto e può ancora fare. Direi che a fronte di una stagione di così basso livello non abbia senso giustificarsi con gli arbitri. La società, la rosa e tutto l’ambiente devono guardare in casa propria, perché di responsabili dei problemi attuali ce ne sono molti e fra questi non rientrano gli arbitri o il VAR. Detto ciò, a questo punto della stagione, finché rimane qualche briciola di speranza, ritengo sia opportuno che tutto l’ambiente si compatti attorno a chi scende in campo la domenica, per poi, però, fare i conti con i troppi errori e i troppi responsabili una volta per tutte”.

Nonostante le avversità, il Chievo ha lottato fino all'ultimo minuto: lo spirito messo in campo ti fa ancora crede nella salvezza?
“Io credo nella salvezza, perché sono un tifoso del Chievo e non posso ragionare solo con la testa e con i numeri. Ma i tempi sono duri e domenica dopo domenica lo sono sempre di più. La sfida all’Empoli sarà decisiva e se non si dovesse uscire vincitori dal Castellani, allora credo che la salvezza non potrebbe più essere realisticamente raggiunta. Nel frattempo, si deve essere fiduciosi e si deve spingere la squadra a crederci, perché sarebbe stupido mollare la presa proprio ora che scende in campo una formazione che si esprime e che mette in difficoltà l’avversario”.

Capitolo mercato: via Radovanovic e dentro Schelotto e Dioussè. C'è aria di smobilitazione o sei soddisfatto di queste operazioni?
“Per avere il mio giudizio definitivo sul mercato si dovrebbe aspettare la sua chiusura. Ammetto che avrei impostato il mercato in maniera diversa, andando ad acquistare i primi innesti già a inizio gennaio, in modo tale da averli disponibili anche per le prime partite del girone di ritorno. Così non è stato e quindi spero di avere torto. Per quanto riguarda le partenze, sostengo che una squadra che ha solo 8 punti in classifica non possa permettersi di rifiutare determinate offerte, soprattutto se per giocatori con una certa età: Birsa e Radovanovic sono due buone cessioni e le condivido, seppur negli ultimi anni siano stati due giocatori a cui molti tifosi si sono affezionati. Per quanto riguarda i nuovi arrivi mi sarei aspettato di più. A mio avviso, la squadra avrebbe bisogno di diversi innesti, non solo a tampone di chi parte: un difensore centrale, un terzino sinistro e un centrocampista. Comunque, Schelotto e Dioussé mi fanno ben sperare, anche se appunto non so se quando inizieranno a entrare nei meccanismi di gioco ci sarà ancora tempo per rimontare”.

Parlando della tua passione per il Chievo, quando ti sei innamorato di questa squadra e quali sono stati tuoi primi idoli?
“Per quanto riguarda la mia passione per il Chievo, mi viene subito alla mente la mia prima partita al Bentegodi, quando a 10 anni andai a vedere il ritorno del preliminare di Champions League contro il Levski Sofia. Ho impressa nella mente l’immagine emozionante del momento in cui ho visto le tribune e il campo da dentro lo stadio. Ero già appassionatissimo di calcio e di Chievo, ma credo che quel ricordo e quelli di tutta la serata mi leghino indissolubilmente al Chievo. Per parlare del mio primo idolo devo parlare di qualcuno che gioca ancora: Pellissier. Anche se non nego che, proprio in occasione della mia prima partita allo stadio, Amauri (che siglò una doppietta) e Tiribocchi avessero fatto emozionare quel bambino che ero. Affianco a Sergio, ma mai al suo livello, ho apprezzato molti altri giocatori passati anche per solo qualche mese da Veronello; ad alcuni mi affeziono per il talento, ad altri per la grinta o l’attaccamento, ad altri per entrambi i fattori”.

Se dovessi scegliere una gioia in particolare che ti ha regalato il Chievo, quale sceglieresti?
“Trovare le gioie regalate dal Chievo è un’impresa un po’ complicata, perché io amo il calcio ma soffro quando lo gioca il Chievo. Ad ogni modo, citerei tre momenti che spiccano sugli altri: la partita contro il Levski Sofia, la tripletta di Pellissier nel 3-3 in casa della Juventus, il derby vinto contro il Verona con il gol di Lazarevic allo scadere”.

Un'ultima domanda: qual è la tua formazione del cuore del Chievo, compreso l'allenatore?
“Premetto che il mio ricordo dei giocatori del Chievo non può andare troppo lontano nel tempo, quindi escluderò i giocatori che non ricordo giocare. Inoltre, spero di non dimenticare qualcuno di cui poi mi pentirò e, soprattutto, potrei costruire una rosa completa di nomi da inserire in formazione, ma sono costretto a scegliere. Ecco la mia formazione: Sorrentino; Sardo, Yepes, Dainelli; Fernandes Gelson, Radovanovic, Marcolini, Luciano; Amauri, Paloschi, Pellissier. All.: Pioli”.