Doppi ex, Amauri: lanciato dal Chievo, alla Juve ascesa e caduta

L'attaccante italo-brasiliano ha vissuto stagioni importanti con entrambe le maglie.
17.01.2019 12:00 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 352 volte
© foto di Federico De Luca
Doppi ex, Amauri: lanciato dal Chievo, alla Juve ascesa e caduta

Il Chievo gli ha aperto le porte del grande calcio, la Juventus è stato il punto più alto della sua carriera. Si tratta di Amauri Carvalho de Oliveira, attaccante che in carriera ha vestito sia la maglia gialloblù che quella bianconera. Due esperienze positive per lui, eccezion fatta per la parte finale di quella juventina.

Il giocatore brasiliano arriva a Verona nell'estate del 2003 dal Messina, potendo nuovamente confrontarsi con la Serie A dopo averla assaggiata nella stagione 2000/2001 con la maglia del Napoli. Le prime due annate al Chievo non sono particolarmente entusiasmanti: realizza 6 gol in campionato, facendo il più delle volte da riserva ad attaccanti come Federico Cossato e Sergio Pellissier. Nell'estate del 2005 sulla panchina clivense arriva Bepi Pillon, tecnico che punta maggiormente sulle qualità di Amauri rispetto ai predecessori Luigi Delneri, Mario Beretta e Maurizio D'Angelo. Che per il brasiliano sia l'annata della svolta lo si capisce fin dalle prime gare stagionali. All'esordio in Coppa Italia contro il Valenzana, infatti, Amauri mette a segno una sontuosa tripletta determinante per il 5-0 finale. In campionato segna solo due gol - entrambi contro il Palermo - nelle prime 19 giornate, ma poi si sblocca nel girone di ritorno mettendo a segno altre 9 reti. Con tali segnature, contribuisce alla storica qualificazione dei veneti alla Coppa Uefa, tramutata in un pass per i preliminari di Champions League dalle sentenze di Calciopoli. Dopo una stagione del genere, non possono che arrivare offerte da club importanti per il giocatore. Lui però rimane a Verona, almeno fino alla doppia sfida storica contro il Levski Sofia. L'andata in Bulgaria termina con un k.o. per 2-0, mentre il ritorno al Bentegodi finisce 2-2. Le due reti clivensi portano la firma di Amauri, che si congeda con una doppietta storica dal pubblico gialloblù. Pochi giorni dopo, infatti, passa all'ambizioso Palermo di Zamparini per 8,75 milioni di euro (più il cartellino di Denis Godeas).

Le due annate successive, giocate ottimamente in maglia rosanero, gli valgono l'occasione più importante della sua carriera. La Juventus di Claudio Ranieri vuole tornare a vincere e, per ridurre il gap dall'Inter campione d'Italia, punta forte sull'attaccante brasiliano. Amauri dimostra di non patire assolutamente il passaggio ad una grande squadra, disputando nel campionato 2008/2009 un girone d'andata stratosferico. Sono 11 infatti suoi gol nelle prime 19 giornate: memorabili la rete della vittoria nel derby contro il Torino e la doppietta con cui contribuisce al 4-2 ai danni del Milan. Il giocatore dà l'impressione di poter essere uno dei migliori attaccanti europei per diversi anni ma, nella seconda parte di stagione, il suo rendimento comincia a calare. La squadra - sempre più lontana dall'Inter di Mourinho - certamente non lo aiuta, ma lui sembra essere la brutta copia del bomber ammirato nei mesi precedenti. La sua avventura alla Juventus sbiadisce sempre di più con il passare dei mesi tanto che, negli ultimi suoi due anni di contratto con il club bianconero, viene ceduto in prestito prima al Parma e poi alla Fiorentina.

Alla Juve, dunque, non è riuscito a rispettare le aspettative create dalle sue ottime annate al Palermo e dai suoi primi mesi giocati divinamente in bianconero. Al Chievo, invece, resterà per per sempre uno dei migliori attaccanti della storia gialloblù, nonché l'autore della doppietta nella prima - e forse unica - esperienza dei eventi in Champions League.