Voglia di vincere e fiducia: così è ripartito il Chievo grazie a Corini

03.12.2013 22:27 di Alberto Vallenari   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Voglia di vincere e fiducia: così è ripartito il Chievo grazie a Corini

La “Cura Corini” funziona. Due vittorie in due partite, quattro gol fatti, zero subiti e giocatori ritrovati. Il cambio di allenatore si sta rivelando scelta azzeccata da parte della società, che dopo la partita con il Milan ha sostituito Sannino con il tecnico bresciano. Corini, da grande motivatore qual è, ha saputo trovare le parole giuste per riprendere quel lavoro interrotto nel maggio scorso e i risultati si vedono. Al gol di Rigoni di domenica tutti sono corsi ad abbracciare il Mister, a dimostrazione della grande fiducia che il gruppo nutre verso di lui. La squadra, in ogni singolo elemento, è stata rivitalizzata dal ritorno dell’ex-centrocampista gialloblù, che ha nel lavoro del gruppo il suo credo.

La partita col Livorno era una di quelle partite da vincere, perchè avrebbe significato l'aggancio in classifica ai toscani e una vittoria contro una diretta concorrente nella corsa alla salvezza e così è stato. La partita di domenica è stata una lezione di calcio, chiusasi con un 3-0 che non riusciva al Chievo dal gennaio 2011. Mattatore del match è stato Thereau, che nel sistema di gioco di Sannino veniva penalizzato dalla troppa tattica, e che con l’arrivo di Corini è tornato quello della passata stagione. Già dalla partita con il Verona aveva offerto una buona prestazione, sfiorando anche il gol, e con il Livorno ha dimostrato che se gli viene lasciata libertà di movimento può essere devastante. Nel 4-3-3, che può diventare un 4-5-1, Thereau è una falsa prima punta, un finto numero nove che non dà punti di riferimento alle difese avversarie. Varia su tutto il fronte d’attacco, destra, sinistra, si accentra e aiuta in fase di copertura. Domenica è tornato al gol, che gli mancava da due mesi, ma il bottino sarebbe stato più consistente se solo il francese avesse sfruttato meglio alcune occasioni. Una volta in vantaggio per il Chievo è stata una gara in discesa. Ampi spazi per i gialloblù che ad inizio ripresa hanno trovato il raddoppio, proprio con il francese, che aveva dato il via all’azione. La squadra di Nicola è sembrata avversario abbordabile e con una difesa piuttosto imbarazzante, ma ciò non mette in discussione la grande prestazione del collettivo gialloblù, che anche sul 3-0 ha avuto occasioni per andare in rete, a dimostrazione della voglia e dell’entusiasmo che ha trasmesso Corini, con l’obiettivo di giocare per segnare e di non accontentarsi. Ottime anche le prove di Dainelli, Dramè e Rigoni (ora in orbita Juventus e Milan), che insieme a Puggioni e Thereau costituiscono la base su cui il Chievo deve costruire l’ennesima salvezza.
Il tecnico bresciano ha poi il merito di aver tirato fuori il meglio da alcuni giocatori che con il predecessore non avevano offerto grandi prestazioni, come Estigarribia e Radovanovic (domenica uscito tra gli applausi del Bentegodi), o che venivano considerati poco dal tecnico campano, come Hetemaj (due assist in due partite) o Lazarevic. Proprio l’esterno sloveno è stata la sorpresa più bella del Corini-bis. Decisivo, entrando a partita in corso, nel derby col Verona e autore di una buona prova col Livorno. La ribalta di Lazarevic è la rappresentazione di quello che diceva Corini in fase di presentazione (“tesori nascosti all’interno dell’organico”) e probabilmente non sarà l’unico ad essere riscoperto dall’allenatore gialloblù.
Il Chievo, aggiunta la cattiveria in attacco, non ha trascurato la fase difensiva, che già nelle ultime partite con Sannino aveva mostrato dei progressi. Puggioni non prende gol da 405 minuti (dal gol di Borriello alla decima giornata) e nelle ultime due partite non si è praticamente sporcato i guanti. Il rientro di Dainelli, avvenuto proprio con la Roma, ha dato sicurezza a tutto il reparto, coperto bene dal centrocampo (a cinque in fase di non possesso), che non concede spazi alle manovre avversarie. I punti, e le salvezze, si conquistano così, perché se non prendi gol un punto minimo lo porti a casa, e se davanti hai un Thereau così ispirato può scapparci anche una bella vittoria.

Nella prossima gara di campionato il Chievo andrà a far visita al Sassuolo, con l’obiettivo di proseguire nella striscia positiva e magari scalare ulteriori posizioni in classifica (attualmente i neroverdi hanno due punti in più del Chievo). In mezzo, l’impegno di Coppa Italia di domani pomeriggio con la Reggina, partita in cui verrà dato spazio a chi finora non ne ha trovato molto e che, in caso di vittoria, potrebbe rappresentare un’ulteriore iniezione di fiducia per la squadra di Corini sulla via della salvezza.