Una vittoria che ci voleva. Hetemaj come Pinzi: ecco la svolta tattica che può regalare l' ennesima salvezza

24.02.2014 23:00 di Paolo Lora Lamia   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Una vittoria che ci voleva. Hetemaj come Pinzi: ecco la svolta tattica che può regalare l' ennesima salvezza

Quello conquistato domenica al Bentegodi contro il Catania è stato un successo fondamentale. E' vero che, come ha dichiarato il tecnico gialloblù  Corini nella conferenza stampa prima del match, sia in caso di eventuale vittoria che di eventuale sconfitta, il Chievo non avrebbe nè conquistato matematicamente la salvezza nè dovuto accettare l'amaro verdetto della retrocessione. Tuttavia, un k.o. contro la formazione etnea (sarebbe stato il quarto consecutivo in campionato per i gialloblù) sarebbe stato devastante da digerire e da superare. La squadra di Corini ha mostrato grande carattere, restando unita nonostante l' inizio arrembante del Catania e trovando il vantaggio grazie al rigore (il primo stagionale) trasformato da Thereau. Nella ripresa, la formazione veronese è scesa in campo con lo stesso spirito battagliero mostrato nei primi quarantacinque minuti, soffrendo quando c'era da soffrire e andando sul 2-0 grazie ad un bellissimo gol di testa di Luca Rigoni su calcio di punizione battuto dall' ex Guarente. A fine partita, i giocatori clivensi hanno potuto festeggiare una vittoria importante e meritata insieme ai  tifosi, straordinari per come hanno sostenuto i loro beniamini per tutta la durata della partita, senza dimenticare la vicinanza alla squadra che hanno mostrato nel corso della settimana scorsa. 

Si può dire che la vittoria ottenuta contro gli uomini di Maran valga da tre punti di vista. Innanzitutto perchè ha interrotto un digiuno di successi che per il Chievo durava da nove turni (ovvero da quando la formazione veronese ha espugnato il campo del Sassuolo grazie ad un gol del solito Thereau). Inoltre, perchè tale risultato positivo è avvenuto in una giornata in cui le altre concorrenti per la salvezza sono uscite sconfitte dalle loro partite. Ultima motivazione ma non per questo meno importante è il fatto di aver pareggiato il 2-0 rimediato a Catania nel girone d'andata. In un campionatio come quello di quest' anno, dove la salvezza sarà sofferta fino alla fine e giocata 'punto a punto', probabilmente gli scontri diretti assumeranno un valore ancora maggiore rispetto a precenti annate e, per il Chievo, aver ribaltato il risultato negativo rimediato al Massimino sotto la gestione Sannino è certamente un fatto positivo. Adesso, la priorità per Corini e i suoi ragazzi è il match di Bergamo contro l' Atalanta, ma è chiaro che fare punti nei restanti confronti con le dirette concorrenti per non retrocedere sarà quasi una condicio sine qua non per centrare l' obiettivo salvezza.

Nelle recenti conferenze stampa, Eugenio Corini aveva ripetuto più volte: "Stiamo provando delle soluzioni tattiche nuove che, per il momento, mi tengo per me. Valuterò quando sarà il momento giusto per provarle in partita". Contro il Catania, quel momento è (finalmente per i tanti critici del 3-5-2) arrivato: il Chievo è passato infatti al 4-3-1-2. Al di là del cambio di modulo, che è coinciso con il ritorno alla vittoria della squadra della diga, la cosa più interessante e inaspettata proposta in questo schieramento è stata il posizionamento di Hetemaj sulla trequarti. Infatti, se da tempo i tifosi clivensi pensavano che prima o poi tale modulo sarebbe stato preso in considerazione dal tecnico gialloblù, sicuramente nessuno si aspettava l' utilizzo del centrocampista finlandese in quel ruolo (era più probabile l' arretramento di Thereau o lo schieramento sulla trequarti di giocatori tecnici e veloci come Obinna o Stoian). Corini, invece, ha sorpreso tutti con questo colpo ad effetto, che ha consentito al Chievo di limitare fortemente la principale fonte di gioco catanese cioè Francesco Lodi, di essere pericoloso in fase offensiva e di non perdere nulla dal punto di vista difensivo. Questa svolta tattica ricorda abbastanza per non dire pienamente quella pensata da Domenico Di Carlo nel corso della stagione 2008/2009 quando, per provare ad invertire un andamento che sembrava dovesse portare inevitabilmente alla caduta in B, reinventò Giampiero Pinzi trequartista e, grazie anche a quella intuizione, riusci' a conquistare una salvezza sofferta e straordinaria. Quella stagione ha molte analogie con quella attuale: il cambio di guida tecnica avvenuto in novembre, una lotta salvezza incerta fino all' ultimo minuto e una novità tattica inattesa ma decisiva. Sperando che alla fine, oggi come in quella circostanza, l' obiettivo salvezza venga raggiunto dal Chievo.