Un punto che ferma l’emorragia di sconfitte, anche se la vittoria ancora non arriva. In un mese il Chievo può rientrare in corsa.

05.11.2013 22:05 di Alberto Vallenari   Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
Un punto che ferma l’emorragia di sconfitte, anche se la vittoria ancora non arriva. In un mese il Chievo può rientrare in corsa.

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Come bisogna vedere il pareggio ottenuto sul campo del Bologna? Un punto guadagnato che dà morale o due punti persi dalle dirette concorrenti? Queste sono le domande che si pongono i tifosi. Il Chievo doveva vincere per sé stesso e per risucchiare nella zona calda il Bologna, invece non l’ha fatto. Lo 0-0 è stato frutto di un po’ di paura di perdere e da entrambe le parti e di imprecisioni sottoporta degli attaccanti. Il punto dà morale e permette di muovere, anche se di poco visto che i gialloblù sono ancora in ultima posizione, la classifica. Ma se per i padroni di casa, reduci da due vittorie consecutive, l’importante era non perdere, per la squadra di Sannino vincere era quasi fondamentale. Tre punti sarebbero stati una boccata d’ossigeno ma a Veronello il Chievo se n’è portato uno.
Il match di ieri ha visto i gialloblù tornare a finire una partita a rete inviolata, cosa che non accadeva dalla prima giornata in casa del Parma. Con il rientro di Dainelli il reparto arretrato ha ritrovato la sicurezza che era mancata in alcune partite e il 3-5-2, utilizzato nell’ultimo periodo, permette più copertura e più densità nella zona centrale del campo. Rimane il rammarico per non aver avuto Dainelli a disposizione dall’inizio della stagione. Probabilmente il Chievo avrebbe qualche punto in più in classifica, ma con i se e con i ma non si va da nessuna parte e i gialloblù sono il fanalino di coda della Seria A.
Le note dolenti arrivano dall’attacco. Di fatto sono state zero le palle-gol capitate sui piedi degli attaccanti, e solo Sardo (sugli sviluppi di un angolo) e Acosty (grande progressione sulla sinistra) hanno sfiorato il gol. La coppia Thereau-Paloschi, mandata in campo ieri sera, non ha convinto. Il bresciano ha corso tanto ma inutilmente mentre il francese ha confermato il pessimo inizio di stagione (ormai è più di un inizio visto che sono passate già 11 giornate). L’ex-attaccante dello Charleroi è apparso ancora una volta spento e non è riuscito, al contrario della scorsa stagione, ad illuminare il gioco del Chievo. Diversi i dribbling tentati ma gran pochi quelli riusciti. Al posto di Thereau, Sannino ha inserito Acosty, che ha fatto vedere delle buone cose. L’esterno arrivato dalla Fiorentina finora, tra scelte tecniche e piccoli infortuni, ha giocato meno di 100 minuti dall’inizio del campionato. I segnali lanciati dal giocatore sono stati confortanti, ha dato vivacità e meriterebbe finalmente una chance da titolare. Così come Ardemagni, arrivato nelle ultime ore di mercato in prestito dall’Atalanta, con un ingaggio importante, ma che finora ha giocato solo 24 minuti, troppo poco per lasciare il segno. L’anno scorso al Modena ha messo a segno 23 gol in Serie B e viste le prestazioni attuali dei compagni di reparto perché non provarlo? Non hanno convinto invece gli altri due cambi, fatti solo negli ultimi cinque minuti di gara, ma forse Sannino sapeva che con un pareggio avrebbe comunque salvato la panchina.
Oltre all’aspetto tecnico-tattico bisogna parlare anche di quello mentale. La squadra sembra abbia quasi paura di perdere e col passare dei minuti tende a difendere sempre di più il risultato. Come per dire che se non si segna subito, non si segna in tutta la partita (in undici partite un solo gol nella ripresa). La prestazione caratteriale è stata sufficiente ma vista la necessità di cogliere i tre punti serviva un po’ di grinta, di rabbia agonistica in più.
Ora ci si mettono pure gli infortuni a tormentare il tecnico di Ottaviano in un momento delicato della stagione. A Calello, indisponibile fino a fine gennaio, si aggiungono Bentivoglio (stiramento all’adduttore sinistro) e Claiton (stiramento al retto femorale destro), infortunatisi con la Roma, che staranno ai box per quattro settimane.
Le prossime sfide saranno decisive per capire quale sarà il campionato del Chievo. Domenica arriva il Milan, mentre due settimane dopo sarà la volta del derby con l’Hellas (in palio non ci sono solo tre punti, ma anche gloria e onore). Dopo aver affrontato i cugini sarà la volta di Livorno (al Bentegodi) e Sassuolo (in terra emiliana), due autentici scontri-salvezza. Quattro gare per trovare continuità di risultati, risollevarsi in classifica e riprendere la corsa verso la salvezza. Anche nella stagione 2008/09 il Chievo ripartì da Bologna. Dopo una sola vittoria in dieci gare al Dall'Ara arrivò un pareggio che fu l’inizio di una lunga risalita (dodici risultati utili in tredici partite) verso una salvezza che a dicembre sembrava solo un sogno. Chissà che non possa essere così anche stavolta.