Un altro ko, ma la squadra non è allo sbando. Bologna ultima chiamata per Sannino

01.11.2013 20:46 di Alberto Vallenari  articolo letto 972 volte
© foto di Federico Gaetano
Un altro ko, ma la squadra non è allo sbando. Bologna ultima chiamata per Sannino

Non è riuscita l’impresa al Chievo nella tana della Roma. Ottava sconfitta consecutiva ma la squadra di Sannino è stata in grado di tenere testa alla squadra di Garcia, prima a punteggio pieno (record in Serie A). Il Chievo ha eretto un muro difensivo che ha tenuto fino al minuto 67, quando Florenzi è riuscito a saltare Frey e a servire Borriello per il gol-partita.
Certamente non è contro la Roma che il Chievo deve vincere, in quanto i punti andavano fatti con dirette concorrenti come Catania, Atalanta e Genoa, avversarie alla portata dei gialloblù. Ma per un motivo o per l’altro sono arrivate solo sconfitte e allora non conta chi hai di fronte, conta solo fare punti. Questo non è successo e siamo qua a parlare, ancora una volta, di un Chievo uscito sconfitto dal campo di gioco.
Nell’arco dei 90 minuti si è visto un Chievo rognoso, con dei limiti certo, ma sicuramente non allo sbando. Come è capitato spesso in questo campionato al primo errore i gialloblù sono stati puniti. I limiti in zona gol hanno fatto il resto ma la squadra ha tenuto testa alla capolista. Fino al gol di Borriello la Roma non è riuscita ad entrare in area e a creare occasioni da gol veramente pericolose. Merito degli uomini di Sannino, che non ha lasciato spazi all’azione dei giallorossi che si sono visti costretti più volte a cercare la via della rete con tiri da lontano. Il rientro di Dainelli (che ha alle spalle tanti anni di Serie A) in difesa ha ridato quella compattezza che mancava al reparto arretrato (che comunque nelle ultime partite ha registrato dei miglioramenti rispetto ad inizio campionato), mentre il centrocampo ha fatto un buon filtro. Rigoni, Bentivoglio ed Hetemaj hanno rubato molti palloni, non hanno mai tirato indietro la gamba ed hanno lottato su ogni pallone. Il vero limite del Chievo emerge quando la squadra si trova a dover costruire occasioni da gol. Una volta arrivati negli ultimi 25 metri i gialloblù non sanno cosa fare e a chi passare il pallone. E se al primo errore ti castigano devi pur segnare in qualche modo.
Nella partita di ieri sera la formazione iniziale era uguale per nove undicesimi a quella dello scorso anno, con le sole variazioni di Claiton e Bentivoglio. L’ossatura della squadra era la stessa di quella che l’anno scorso si era salvata con due giornate d’anticipo dopo un avvio difficile che aveva portato all’arrivo di Corini dopo l’esonero di Di Carlo. Proprio questi due sono i più indiziati a prendere il posto di Sannino in caso di mancata vittoria con il Bologna lunedì sera. Quella con i felsinei (attualmente quartultimi con 9 punti) sarà una partita fondamentale per il Chievo, che deve iniziare a fare punti, e per Sannino (come scritto sopra, in caso di mancata vittoria l’esonero appare scontato).
Il Chievo, al contrario di quello che dice la classifica, non merita l’ultimo posto. Le prestazioni di Pescara (l’anno scorso) e Cesena (due stagioni fa), per fare degli esempi, non sono nemmeno paragonabili a quelle della squadra di Sannino. Per questo rimango fiducioso, pur sapendo che la partita di Bologna non è da sbagliare. Lunedì sera può, anzi deve iniziare un nuovo campionato per il Chievo, che non ha raccolto quello che ha seminato finora e che dovrà disputare la partita della vita.