Tanti errori e poca grinta. Sveglia, Chievo! Ora bisogna vincere con l'Atalanta!

30.09.2013 21:51 di Alberto Vallenari  articolo letto 867 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Tanti errori e poca grinta. Sveglia, Chievo! Ora bisogna vincere con l'Atalanta!

Ancora una sconfitta. Ancora zero gol fatti. Ancora erroracci in difesa. C’è poco da salvare dal Chievo che ieri ha perso in casa del Catania. La squadra di ieri è sembrata lontana anni luce da quella che ha messo in grande difficoltà la Juventus nel turno infrasettimanale. È stata una prestazione pari a quella con la Lazio di due settimane fa, anzi, forse anche peggio. Al di là dell’aspetto tecnico-tattico, il Chievo è parso molle e senz’anima.

Il Catania aveva bisogno di punti, dopo un pessimo avvio di campionato, ed è sceso in campo con la rabbia che gli uomini di Sannino non avevano. I gol di Plasil e Castro hanno portato al Catania un po’ di ossigeno, mentre hanno mandato il Chievo nell’angolo delle riflessioni. Eh già, perché alcune riflessioni vanno fatte.

Innanzitutto ne va fatta una sulla difesa, che quest’anno deve ancora convincere. Anche ieri il reparto arretrato ha ballato parecchio e gli avversari sono riusciti a bucarla più volte con una facilità disarmante. Bernardini non sembra da Serie A e Cesar sembra un lontano parente di quello degli altri anni. Molte volte i quattro difensori non si muovono come una linea unita e spesso uno di loro si trova fuori posizione. C’è da dire però che la difesa deve essere aiutata e coperta dal centrocampo, cosa che non sta succedendo, come visto dal gol di Plasil. Il solo Rigoni lotta in mezzo al campo, ma ovviamente non basta. Il suo compagno di reparto Radovanovic da questo punto di vista è, per quello che si è potuto vedere, scadente, non ruba molti palloni e pressa poco gli avversari.

Poi c’è da riflettere sul turnover di Sannino. Questa è stata la settimana con tre partite, ma non tutte le decisioni del tecnico di Ottaviano hanno convinto. Oltre a Puggioni, anche Bernardini,Cesar e Rigoni hanno giocato tutte e tre le partite di questi otto giorni e in campo si è visto. Il vicentino è apparso stanco e affaticato, ma nonostante ciò è stato il migliore del suo reparto, questo a dimostrazione della pessima gara dei gialloblù. I due centrali, invece,  fisicamente hanno retto ma, come detto prima, hanno fatto parecchi errori di natura tattica. Anche Estigarribia, partito titolare in tutte e tre le gare, ieri non è apparso lucido e arrembante come nelle precedenti due partite e in un modulo che predilige le fasce, o quantomeno dovrebbe, la prestazione negativa degli esterni è già un handicap.

Proprio il 4-4-2 è diventato oggetto di critiche e di riflessione. Nella gara con gli etnei Sannino è tornato a questo modulo tanto amato, dopo averlo abbandonato a favore del 5-3-2 durante il match con la Juventus. Quest’ultimo modulo permette più copertura e in fase di attacco diventa un 3-5-2, mentre il 4-4-2 è più offensivo e per questo è più difficile attuarlo con buoni risultati in Serie A. Come detto qualche riga sopra, se gli esterni sono stanchi, o comunque non sono in giornata, questo modulo si ritorce contro e gli esterni che non corrono portano involontariamente beneficio agli avversari, che hanno più spazio nei contropiedi e più libertà di gioco.

Infine la grinta e il carattere, che il Chievo ha lasciato a Verona. In un campionato difficile come quello di Serie A non ci si può permettere di scendere in campo senza grinta e senza attributi. Così i gialloblù diventano facile preda per qualsiasi squadra, Catania o Juventus che sia. Bisogna lottare su ogni pallone, perché spesso nel calcio vince chi corre di più, ma con intelligenza. Sannino dovrà lavorare anche su questo, sul carattere. Forse la squadra si è rilassata vista la buona prova offerta contro i bianconeri ma la spina non va mai staccata e la maglia va sempre sudata. Il tecnico deve riportare anche serenità a una squadra parsa un po’ nervosa, con falli inutili nella metà campo avversaria. Evidentemente il torto subito contro la Juventus brucia ancora, ma finita una partita si deve pensare all’altra e trasformare la rabbia in grinta. Adesso arriva l’Atalanta, in un match fondamentale per la squadra e anche, probabilmente, per la panchina del tecnico. Sabato alle 18 il Chievo è chiamato a riscattarsi davanti al proprio pubblico, deluso per la prestazione in terra di Sicilia. Bisogna rialzarsi e farlo è importantissimo. Dopo il match di sabato c’è la sosta per la nazionale  e c’è il tempo per fermarsi, fare il punto della situazione e correggere gli errori. Ma adesso la testa dei gialloblù è tutta alla sfida all’Atalanta. Si torna al Bentegodi, lì dov’è rimasta la grinta mercoledì sera…