SOSTENIAMO MARAN E IL SUO BEL CHIEVO

Editoriale post Sampdoria-Chievo.
 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 675 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
SOSTENIAMO MARAN E IL SUO BEL CHIEVO

Ieri, a Genova contro la Sampdoria, il Chievo ha rimediato la seconda sconfitta di fila per 4-1. Un punteggio identico alla precedente gara casalinga contro il Milan, ma figlio di una partita completamente diversa. Il Chievo visto contro i rossoneri è stato in campo solo la prima mezz'ora, fino a quando non si è acceso Suso e il Milan ha preso il sopravvento. Nel match contro i blucerchiati, invece, i ragazzi di Maran sembravano - come direbbe Eziolino Capuano - delle belve assatanate: difficile ricordare un primo tempo con così tante palle gol create dal Chievo e difficile ricordare una squadra che, in questo inizio di stagione, abbia mostrato questo coraggio in casa della Sampdoria (lo hanno confermato anche i tesserati doriani nel post partita).

E' chiaro che ciò che conta è il risultato finale e che otto gol subiti nelle ultime due gare non sono un dato da prendere sotto gamba, ma è altrettanto vero che Maran va apprezzato per la mentalità offensiva che ha dato alla sua squadra. Una mentalità costruita nel tempo, di cui le prime avvisaglie si vedevano già nella sua prima stagione alla guida del Chievo. L'arrivo di Castro, lo spostamento di Birsa sulla trequarti e la super stagione di Meggiorini hanno consentito alla squadra clivense di cambiare modulo e di esprimersi meglio l'anno successivo mentre, nella stagione appena passata, la squadra ha iniziato a mettere in pratica l'idea di iniziare l'azione a partire dalla difesa e di orchestrarla con più possesso palla. Quest'anno, già prima del match contro la Samp, il Chievo ha dimostrato di essere più "artefice delle proprie prestzioni" (frase ripetuta fino allo sfinimento da Maran in conferenza stampa) rispetto alle annate precedenti. Importante in questo senso citare la prove gagliarde messe in campo in casa con la Lazio (sconfitta arrivata solo per un bolide nel finale di Milinkovic-Savic), allo Juventus Stadium (fino all'ingresso in campo di Dybala, solo un autogol di Hetemaj faceva la differenza nel punteggio) e sempre al Bentegodi ma contro la Fiorentina.

Le idee di Maran - e la squadra che sta cercando di applicarle sempre meglio -  vanno quindi sostenute, sia a livello di tifoseria che di stampa. Infondo è questo il Chievo che tutti volevano vedere: sono già andate nel dimenticatoio le critiche che questa squadra ha ricevuto negli anni per un gioco troppo difensivo, a tal punto che tale etichetta è stata associata al Chievo anche quando i fatti la smentivano? I tifosi che contestavano certi allenatori del passato (Corini in primis) perchè ottenevano la salvezza con un gioco "troppo brutto" adesso, contraddicendosi, criticano Maran perchè preferiscono "vincere giocando male"? E' chiaro che il bel gioco deve andare di pari passo con i risultati ma, considerando le previsioni come sempre "troppo pessimiste" nei confronti del Chievo ad inizio stagione, la squadra sta facendo decisamente un bel campionato. Sta convincendo oltre che ottenendo i risultati e nei prossimi mesi, possibilmente con il sostegno di tutti, convincerà ancora di più.