SE C'E' RAMMARICO DOPO UN PARI CON LA JUVE, VUOL DIRE CHE IL CHIEVO E' DAVVERO FORTE

 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 1136 volte
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SE C'E' RAMMARICO DOPO UN PARI CON LA JUVE, VUOL DIRE CHE IL CHIEVO E' DAVVERO FORTE

Nelle cinque precedenti occasioni in cui il Chievo ha fermato sul pareggio la Juventus (una nella stagione 2008/2009, due nel 2010/2011 e nel 2011/2012), la squadra e i tifosi hanno vissuto con entusiasmo il punto conquistato contro i bianconeri. Per quanto riguarda invece il pari di sabato sera sono prevalsi il rammarico e la delusione. E' vero che un punto contro la regina degli ultimi quattro campionati non è mai un cattivo risultato, ma è altrettanto vero che mai come questa volta i gialloblù hanno rischiato di vincere contro la formazione juventina, affrontando il match con una spavalderia vista raramente nelle scorse stagioni. La formazione di Maran arrivava alla partita da prima in classifica con sei punti i due partite e, se avesse perso allo Juventus Stadium, nessuno si sarebbe potuto lamentare dei primi risultati in campionato. Che sia stata la consapevolezza di non avere nulla da perdere oppure le voglia di dare continuità a quanto fatto vedere contro Empoli e Lazio, il Chievo ha iniziato il match a mille all'ora ed è passato in vantaggio dopo cinque minuti con Hetemaj. La squadra ha praticato un pressing altissimo, ha fatto bene le due fasi e ha sempre portato tanti giocatori nella metà campo avversaria nel momento in cui aveva la palla. Applausi a scena aperta per l'ennesima prova di grande sacrificio di Paloschi e Meggiorini, Birsa ed Hetemaj hanno corso per quattro, Rigoni ha diretto il gioco in mezzo al campo con grande razionalità e Castro ha dimostrato di essere uno straordinario mix di quantità e qualità. Nel secondo tempo la squadra è calata a livello di intensità - non poteva certo reggere fino alla fine i ritmi del primo tempo -, ma è comunque andata vicino al gol per poi raddoppiare con Cesar, la cui rete è stata inguistamente annullata. Va detto che, cinque minuti prima, una trattenuta in area di Dainelli su Pogba doveva essere sanzionata con il rigore e che è ingiusto parlare solo degli episodi arbitrali invece che esaltare la prestazione della squadra clivense. Nel finale la Juve - che ha avuto le sue occasioni ma, un po per poca lucidità e un po per "colpa" del solito eccezionale Bizzarri, le ha fallite tutte - ha pareggiato a dieci minuti dalla fine con un rigore di Dybala causato da un ingenuo Cesar. Come detto in precedenza, a fine gara ha prevalso il rammarico per quello che poteva essere e non è stato, ovvero il primo posto a punteggio pieno dopo tre giornate. Non è arrivata la vittoria, ma rimane la sensazione che il Chievo di quest'anno sia diverso rispetto a quello della scorsa stagione. La consapevolezza della squadra è aumentata cosi' come la qualità in alcuni ruoli; inoltre la maggiore concretezza offensiva non ha avuto come conseguenza una minore solidità difensiva. Vedendo questi risultati tornano alla mente le parole di Maran durante il ritiro, quando il Chievo nelle amichevoli creava diverse occasioni ma faticava tremendamente a segnare: "La lucidità sotto porta arriverà, i ragazzi devono assorbire i carichi di lavoro". Stando ai primi 270 minuti di campionato aveva decisamente ragione lui e, molto probabilmente, tutte le squadre di Serie A dovranno fare i conti con un Chievo coraggioso e voglioso di vincere ogni partita.