Partita noiosa ma punto utile per la salvezza. Servono rinforzi: non quantità ma qualità

09.01.2014 11:38 di Alberto Vallenari   Vedi letture
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
Partita noiosa ma punto utile per la salvezza. Servono rinforzi: non quantità ma qualità

La partita di domenica non è stata una di quelle partite che verranno ricordate negli anni per lo spettacolo offerto. Qualche spettatore si sarà annoiato e avrà storto il naso vedendo la partita. Il punto conquistato col Cagliari, però, è prezioso, da tenere stretto in ottica-salvezza. Il Cagliari, che non perde dai primi di novembre, si è chiuso bene e non ha lasciato molti spazi alla manovra del Chievo. Aggiungeteci un campo pesante (che comunque non era un campo di patate come accaduto negli ultimi anni) ed una partita con poche emozioni è quasi ovvia. Teniamocelo stretto questo punto. Il Chievo ha rischiato anche di perderla questa partita, ma fortunatamente Pinilla ha sparato in curva il rigore che, se trasformato, avrebbe molto probabilmente condannato il Chievo alla terza sconfitta consecutiva.

Col Cagliari hanno funzionato bene i meccanismi difensivi (il rigore è conseguenza di un erroraccio individuale di Cesar), mentre centrocampo e attacco sono apparsi in difficoltà. Tanti palloni persi da Rigoni e compagni, qualche errore di troppo in fase di impostazione e attaccanti quasi mai riforniti in maniera adeguata.

Guardando anche agli altri campi, tutte le dirette avversarie, ad eccezione del Catania, hanno perso: è un punto guadagnato. A una giornata dalla fine dell’andata la terzultima ha solamente 14 punti. A 35 quest’anno ci si salva, non sembra un’impresa. Servono però dei rinforzi in questa sessione di mercato. Dove? In tutti i reparti. Un centrale difensivo affidabile(che possa alternarsi a Dainelli e Cesar) e un paio di uomini a centrocampo servono come il pane (al momento sono solo quattro i centrocampisti). A San Siro mancherà lo squalificato Rigoni, di conseguenza Radovanovic, Bentivoglio ed Hetemaj sono certi di partire dal primo minuto per mancanza di alternative, pur avendo giocato anche ieri sera. Oltre alla quantità Sartori dovrà cercare anche la qualità. È fondamentale prendere almeno un centrocampista con i piedi buoni (come Corini o come Bradley due anni fa) che possa ravvivare la manovra del Chievo e non il solito giocatore con i piedi da tagliaboschi. Il problema più grande del Chievo di oggi è quello di non creare azioni di squadra, ma affidarsi ai singoli (Théréau in particolare) e se non ci sono spunti individuali le azioni create sono pari a zero. Diverso il discorso per l’attacco. Prima di tutto Corini deve decidere quale modulo fare proprio del Chievo. Dal ritorno in panchina il tecnico clivense ha utilizzato il 4-3-3 (ottenendo quattro vittorie in cinque gare) per poi passare nelle ultime due gare al 3-5-2 con altrettante sconfitte. Se Corini decidesse di adottare costantemente il 4-3-3 allora bisognerebbe cercare esterni validi (Improta è ormai del Padova, Acosty e Kupisz non vedono mai il campo e dovrebbero essere ceduti)  e cercare una punta centrale in caso di partenza di Paloschi. Qualora venisse adottato il 3-5-2 Sartori dovrà cercare almeno un’altra punta che possa far da spalla a Théréau. Corini e Sartori, a voi la palla...