ODE A SERGIO PELLISSIER: BANDIERA DI UN CALCIO CHE SA ANCORA EMOZIONARE

Capitan Pellissier brilla contro la Lazio, dimostrando di poter fare ancora la differenza.
03.12.2018 12:35 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 238 volte
© foto di Federico Gaetano
ODE A SERGIO PELLISSIER: BANDIERA DI UN CALCIO CHE SA ANCORA EMOZIONARE

Quante volte il calcio moderno ti fa venire voglia di smettere di seguirlo? Gli scandali, le scritte vergognose, ma anche i tifosi "commercialisti" che si esaltano per una plusvalenza invece che per un gesto tecnico. Per fortuna ci sono partite e giocatori che tengono i tifosi ancora attaccati a questo meraviglioso sport. Il match di ieri tra Chievo e Lazio ha regalato ciò di cui questo gioco si nutre e trasmette ai propri tifosi: emozioni. Non tanto per l'andamento della gara, che ha fatto contenti più i tifosi clivensi rispetto ai rivali laziali, ma per colui che ha segnato il gol del vantaggio del Chievo: Sergio Pellissier.

Classe '79, bandiera clivense sul viale del tramonto, Pellissier ha iniziato questa stagione ricoprendo il ruolo che ormai gli appartiene da qualche anno: la riserva di lusso. Un leader prevalentemente fuori dal campo, che ha anche il compito di fare la differenza nel momento in cui viene chiamato in causa. Dopo i primi mesi passati più in panchina che in campo, ecco il ritorno in panchina di Mimmo Di Carlo: un tecnico che ha sempre creduto nelle doti tecniche e caratteriali dell’attaccante. Il mister non ha dubbi: il capitano non deve dimostrare niente a nessuno e, se lo meriterà, giocherà. Il numero 31, dal canto suo, prosegue in ciò che ha sempre fatto: allenarsi ogni giorno al massimo risultando il primo ad arrivare l'ultimo ad andare via.

Tali sforzi vengono premiati immediatamente: per il primo match dopo il suo ritorno al Chievo, al San Paolo contro il Napoli, Di Carlo schiera Pellissier dal primo minuto (era successo solo una volta in stagione, a San Siro contro il Milan). L'attaccante ripaga il mister con una buona prova, ma il meglio deve ancora venire. Contro al Lazio, il tecnico clivense conferma la formazione vista dal primo minuto a Napoli. Senza dubbio è il miglior Chievo della stagione, guidato dal suo giocatore più rappresentativo. La prestazione di Pellissier è letteralmente commovente: ringhia sui portatori di palla laziali, lotta, recupera palloni e, soprattutto, fa quello che ha sempre fatto in carriera: segna. Suo infatti il gol del vantaggio clivense: un destro preciso su suggerimento di Birsa che non lascia scampo a Strakosha.

Rete numero 110^ in Serie A per lui, che corre immediatamente ad abbracciare suo figlio Matteo a cui dedicherà nel post partita il gol. Una scena che restituisce al calcio quella dimensione sentimentale che la modernità, i soldi e gli affari si stanno purtroppo portando via. Il giusto premio per una prestazione che molti giovani calciatori, che si sentono già arrivati senza aver mai calcato i campi che contano, dovrebbero rivedere spesso.

Mai come nella partita di ieri Sergio Pellissier ha incarnato il DNA del Chievo: determinazione contro qualsiasi avversario e convinzione nel perseguire anche l'obiettivo più difficile. Per l'attaccante continuare a fare la differenza a quasi quarant'anni, per la squadra ottenere una salvezza che sarebbe a dir poco clamorosa.