NEL DERBY HANNO VINTO I PIU' AUDACI (E I PIU' FORTUNATI). BILANCIO POSITIVO PER IL CHIEVO DI MARAN. MERCATO: E SE NON CI FOSSE BISOGNO DI ACQUISTI?

22.12.2014 17:15 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 1075 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
NEL DERBY HANNO VINTO I PIU' AUDACI (E I PIU' FORTUNATI). BILANCIO POSITIVO PER IL CHIEVO DI MARAN. MERCATO: E SE NON CI FOSSE BISOGNO DI ACQUISTI?

Non è stato certamente un derby esaltante dal punto di vista estetico quello andato in scena domenica alle ore 12.30 allo stadio Bentegodi tra Hellas e Chievo. Una partita molto scorbutica, soffocata da falli e interruzioni e con rare occasioni da gol da una parte e dall'altra. La squadra che però ha provato maggiormente a vincere è stato il Chievo di Maran, che ha cercato come al solito di arrivare a ridosso dell'area di rigore con molti uomini e che si è reso pericoloso più volte rispetto ai cugini del Verona. La formazione allenata da Mandorlini, avendo il punto di riferimento offensivo Toni marcato stretto da un eccellente Cesar, non è infatti mai riuscita a orchestrare trame di gioco convincenti. Il risultato di 0-0 forse sarebbe stato più giusto ma, come spesso accade nel calcio, la fortuna aiuta gli audaci e, a nove minuti dalla fine, Paloschi si è visto convalidare uno spledido gol di testa (su cross dalla sinistra di Zukanovic) realizzato però in posizione irregolare. La compagine clivense ha potuto quindi festeggiare nel migliore dei modi la chiusura del 2014, con una vittoria sui rivali cittadini e un vantaggio sulla terzultima salito a quattro lunghezze.
 

Quello ottenuto contro il Verona è stato l'ennesimo risultato positivo della gestione Maran. L'ex tecnico del Catania, da quando ha sostituito Eugenio Corini sulla panchina del Chievo, ha totalizzato dodici punti in nove partite (frutto di tre vittorie, tre pareggi e tre sconfitte), tirando fuori dalla zona retrocessione una squadra presa con il morale sotto i tacchi dopo la pesante sconfitta subita all'Olimpico contro la Roma. Al di là degli ottimi risultati conquistati, è giusto analizzare il lavoro di Maran più in profondità. Fin dalla sua conferenza stampa di presentazione il tecnico ha parlato di "spirito Chievo da ritrovare", ovvero sia quella voglia di dare tutto contro ogni avversario che evidentemente la squadra aveva perso nelle prime giornate di questo campionato. Nella prima partita della gestione Maran (in casa con il Genoa) si è visto immediatamente un Chievo diverso, con la voglia di fare la partita e non di aspettare per poi ripartire. Dopo aver giocato sessata minuti come non si vedeva ormai da tempo, la squadra veronese ha subito il gol del pari e sono riemersi nuovamente i limiti fisici e psicologici mostrati nelle settimane precedenti, che hanno causato una sconfitta per 2-1. La musica non è cambiata tre giorni dopo a Palermo (altro k.o., stavolta per 1-0) mentre, in vista del delicato match casalingo con il Sassuolo, il nuovo tecnico gialloblù ha pensato ad un atteggiamento più prudente in grado di conquistare quantomeno un pareggio, puntualmente arrivato (fini' infatti 0-0 il match con gli emiliani). Quel pari tanto noioso quanto utile ha conferito autostima alla squadra, che è scesa in campo con ben altro spirito nei match con Cesena e Udinese in cui ha conquistato quattro punti. Un altro 0-0 con poche occasioni è stato ottenuto al Bentegodi contro la Lazio ma, nello scontro salvezza a Cagliari contro gli uomini di Zeman, Maran ha sorpreso coloro che pensavano ad un Chievo attendista schierando una squadra con il chiaro intento di aggredire sin da subito gli avversari e portando cosi' a casa un prezioso 2-0. L'anno solare si è concluso poi con una sconfitta con l'Inter decisa dal maggior cinismo dei nerazzurri sotto porta e con la straordinaria vittoria nel derby. Nel corso di queste nove partite, Maran ha gardualmente apportato diverse modifiche in funzione delle sue idee tattiche: dopo alcune prove è stato scelto come modulo di base il 4-4-2, in grado di dare alla squadra equilibrio nelle due fasi. Non mancano le novità anche dal punto di vista degli uomini schierati in campo con maggiore continuità: sono stati accantonati i giovani Bardi e Biraghi per far posto a Bizzarri e Zukanovic (due tra i più positivi nell'ultimo periodo in casa Chievo), Birsa è stato spostato sull'esterno, Radovanovic è stato preferito a Cofie come playmaker davanti alla difesa, mentre Meggiorini e Pellissier hanno decisamente scalzato Maxi Lopez nelle gerarchie in attacco (che vedono Paloschi sempre al primo posto). Maran ha quindi dato al Chievo una nuova identità, che prevede attenzione in fase difensiva a partire dagli attaccanti ma anche voglia di proporre gioco e di creare occasioni da gol in ogni partita. La sensazione è che la squadra gialloblù, se manterrà questa organizzazione di gioco, sarà un avversario difficile per chiunque e raggiungerà per l'ennesima volta l'obiettivo salvezza.

Tra non molto comincerà la sessione invernale del mercato e la dirigenza gialloblù dovrà valutare se sia opportuno effettuare qualche operazione. Sicuramente la rosa del Chievo è abbastanza ampia e, prima fare acquisti, la cosa migliore sarebbe piazzare qualche giocatore in esubero. Inoltre, non è detto che per forza ci debbano essere movimenti in entrata: le scorse stagioni hanno dimostrato che, anche se qualche giocatore non viene impiegato quasi mai nella prima parte dell'anno, potrebbe essere "scoperto" nel girone di ritorno per poi diventare gradualmente sempre più determinate (da sottolineare per quanto riguarda la compagine clivense i casi di Acerbi e Cofie nelle stagioni 2011/2012 e 2012/2013: passati da "oggetti misteriosi" a giocatori determinanti in chiave salvezza). Pensando alla rosa attuale a disposizione di Maran, gli oggetti misteriosi potrebbero essere Mangani in mezzo al campo oppure Botta e Bellomo sulla trequarti: impegnati tutti e tre con il contagocce. Nei prossimi giorni, comuqnue, la strategia del Chievo sul mercato sarà certamente più chiara.