NEL DERBY HA PREVALSO L'HELLAS, NON LO 'STILE HELLAS'. FARE RISULTATO CON LIVORNO E SASSUOLO PER IPOTECARE LA SALVEZZA

08.04.2014 00:00 di Paolo Lora Lamia   Vedi letture
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NEL DERBY HA PREVALSO L'HELLAS, NON LO 'STILE HELLAS'. FARE RISULTATO CON LIVORNO E SASSUOLO PER IPOTECARE LA SALVEZZA

L'Hellas ha vinto il derby con il Chievo, non lo 'stile Hellas', ha prevalso sullo 'stile Chievo', sia ben chiaro. La squadra di Mandorlini è entrata in campo timorosa e tesa, soffrendo l'iniziativa degli uomini di Corini per poi rendersi pericolosa in due occasioni nel primo tempo, con Toni (miracolo di Agazzi) e Halfredsson (clamoroso incrocio dei pali). Nella ripresa, quindici minuti di fuoco hanno portato al gol dell'ex bomber della Fiorentina (salito a sedici gol stagionali) e il forcing finale della formazione clivense non ha evitato la vendetta dopo la gara d'andata, firmata da Lazarevic nei minuti di recupero. Questo ha detto il campo, a conclusione di una settimana in cui polemiche e provocazioni sono arrivate esclusivamente da una parte: quella che teoricamente sente meno la rivalità cittadina. I derby sono sempre tirati e giocati sul filo degli episodi e, come nel match d'andata il Chievo ha vinto meritatamente una partita che sarebbe potuta finire tranquillamente in parità, lo stesso è accaduto al Verona nella gara di ritorno e a Mandorlini e ai suoi ragazzi vanno i complimenti per i tre punti conquistati. Solo queste due componenti dell' 'universo Hellas', però, se li meritano: non i tifosi, che sono passati rapidamente da "Io trenta euro a Campedelli non li do" a "Non sarà certo un anonimo presidente ad impedirci di andare allo stadio", per poi concludere in bellezza con le banconote raffiguranti il patron clivense mostrate con orgoglio prima del match. Non si merita elogi (per come ha gestito la settimana pre-derby, non certo per il grande lavoro svolto negli ultimi anni che ha riportato il Verona dalla Lega Pro alla Serie A) neanche la società. Il presidente Setti e soci, infatti, hanno fomentato le folle offrendo, attraverso un comunicato ufficiale, biglietti omaggio per la gara con l'Udinese, facendo uso in tale comunicato di slogan da campagna elettorale e tirando in ballo il Chievo, non direttamente ma con varie allusioni. Riassumedo (visto che in tanti ne parlano come un qualcosa di ben definito): qual'è lo stile Hellas? Quello di allenatore e giocatori (lo 'stile dei fatti') o quello di società e tifosi (lo 'stile delle parole')?

Capitolo Chievo: la squadra di Corini ha mostrato un atteggiamento decisamente migliore rispetto alla partita malamente persa con il Milan. In evidenza Agazzi (decisivo in più occasioni), Hetemaj (che ha fornito la sua solita prestazione di quantità e sacrificio, nonostante la botta alla spalla subita a fine primo tempo) e i subentrati Pellissier (da prendere come esempio il suo atteggiamento in campo) e Thereau (apparso più sereno rispetto a sabato scorso e vicino al gol del pareggio). Le note negative sono state la difesa (incerta in occasione del gol e in altre circostanze, soprattutto nella ripresa) e la poca precisione in fase offensiva.Corini a fine gara ha detto: "Siamo molto arrabbiati e, giocando con la voglia mostrata contro l'Hellas, possiamo arrivare alla salvezza". Servirà proprio questa cattiveria agonistica, unita alla capacità di saper soffrire e di pungere in avanti al momento opportuno, per affrontare i due scontri diretti che attendono la formazione clivense nelle prossime due settimane: a Livorno contro gli amaranto dell' ex Di Carlo e al Bentegodi con il Sassuolo. Due match importanti se non decisivi in chiave salvezza.