MOMENTO NON FACILE: SERVE RAZIONALITA'. MERCATO POVERO DI COLPI AD EFFETTO MA CONDOTTO CON INTELLIGENZA

03.02.2015 11:00 di Paolo Lora Lamia   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/ Image Sport
MOMENTO NON FACILE: SERVE RAZIONALITA'. MERCATO POVERO DI COLPI AD EFFETTO MA CONDOTTO CON INTELLIGENZA

Quello che sta attraversando il Chievo di Rolando Maran è un momento decisamente delicato. Dopo aver risollevato la squadra nel primo scorcio della sua gestione, il tecnico ha conquistato solo due punti nelle cinque partite giocate nel 2015, frutto dei due pareggi contro Torino e Atalanta. Nelle successive tre gare (contro Fiorentina, Juventus e Napoli) sono arrivate tre sconfitte e la squadra gialloblù è piombata nuovamente in zona retrocessione. Questo è quello che dicono i risultati (che difficilmente mentono), ma se analizziamo le prestazioni fornite dalla squadra nell'ultimo periodo, ecco che il notevole pessimismo che circola nell'ambiente clivense può sembrare quantomeno eccessivo. Negli ultimi tre match di campionato, infatti, il Chievo ha giocato con personalità contro avversari sulla carta decisamente superiori, raccogliendo meno di quanto avrebbe meritato e pagando a caro prezzo ogni minimo errore. Emblematico in questo senso ciò che è successo nelle sfide casalinghe con Fiorentina e Napoli: contro i viola, dopo aver pareggiato con un gol di capitan Pellissier, la squadra ha avuto una clamorosa occasione per passare in vantaggio non sfruttata da Paloschi, per poi subire la rete del k.o. da parte di Babacar a pochi secondi dalla fine. Nel match giocato con i partenopei, invece, nonostante alla vigilia si parlasse di un Chievo che sarebbe sceso in campo per difendersi e ripartire in contropiede, la squadra di Maran ha mostrato un atteggiamento decisamente offensivo che purtroppo non è servito per conquistare i tre punti. Addirittura, nel momento di maggior pressione nella metà campo avversaria e cioè ad inizio secondo tempo, il Napoli si è nuovamente portato in vantaggio con Gabbiadini e la formazione clivense (eccetto un tiro di Radovanovic nel finale) non ha saputo più creare pericoli in area avversaria. La sensazione quindi è che la strada intrapresa da Rolando Maran e cioè cercare di fare punti attraverso il gioco sia quella giusta, a patto che i giocatori riescano ad essere più cinici sotto porta concretizzando maggiormente le occasioni create e magari portando dalla loro parte la fortuna sotto forma di episodi di gioco. 

La sessione invernale del mercato non ha regalato certo colpi che hanno accesso la fantasia dei tifosi e, visto il momento negativo della squadra, è stata vissuta con un pessimismo esasperato. Osservando però con attenzione le operazioni portate a termine dalla società, si può notare come i dirigenti clivensi abbiano cercato di soddisfare il più possibile le richieste dell'allenatore prendendo giocatori funzionali al suo progetto tecnico e cedendo gli "esuberi". I primi giocatori a lasciare Veronello sono stati il terzino Edimar e il centrocampista Kupisz, per passare rispettivamente a Cordoba e Cittadella: due addii rimpianti solo da quei tifosi che usano la logica secondo cui "chi va via è sempre più bravo di chi rimane". Sono stati ceduti anche i centrocampisti Bellomo e Mangani, impiegati con il contagocce prima da Corini e poi da Maran. Le cessioni più dolorose sono state senza dubbio quelle di Maxi Lopez (al Torino) e Lazarevic (al Sassuolo). Parlando del bomber argentino, nessuno discute le sue qualità e la sua prima parte di stagione (impreziosita da un gol al San Paolo con il Napoli) non è stata certo disastrosa. Detto questo, Maran lo ha sempre impiegato a gara in corso come "centravanti boa" che cerca di tenere il più possibile il pallone per fare salire i compagni e poi servirli e, da questo punto di vista, l'ex Catania non ha mai convinto. Parlando invece di Lazarevic (autore anche lui di un gol importante, a Bergamo contro l'Atalanta), probabilmente il tecnico clivense gli ha preferito per caratteristiche l'argentino Ruben Botta: come giocatore talentuoso da fare entrare a partita in corso e che  può ricoprire più ruoli a centrocampo e sulla trequarti. Per sei giocatori che hanno lasciato il Chievo, ne sono arrivati altri sei pronti a dare il loro contributo per centrare l'ennesima salvezza. Una delle prime richieste di Maran è stata un centrocampista che "muovesse più velocemente la palla", considerate le difficoltà che hanno spesso e volenteri Izco e Radovanovic nel momento in cui devono far ripartire velocemente l'azione dopo aver rinconquistato il pallone. Per soddisfare tale richiesta è arrivato il talento del Nordsjaelland classe '90 Christiansen, che ha esordito domenica scorsa con il Napoli. Se l'attacco gialloblù è il peggiore della Serie A (nonostante la squadra crei diverse palle gol, come detto in precedenza), è chiaro che servivano nuovi giocatori in avanti e sono arrivati Fetfatzidis dal Genoa e Pozzi dal Parma. Il primo prende idealmente il posto di Lazarevic con la speranza che mostri più continuità di rendimento rispetto all'esterno sloveno, mentre il secondo è stato preso per sostituire Maxi Lopez sperando che (essendo almeno per il momento il quarto attaccante nelle gerarchie clivensi) riesca ad essere decisivo a gara in corso con i suoi gol le sue sponde per i compagni di squadra. Altre tre operazioni in entrata, ufficializzate nella giornata di ieri, hanno portato in gialloblù il centrocampista Vajushi (dotato di buon dinamismo e quantità: doti fondamentali per arrivare alla salvezza), il giovane esterno Mattiello (impiegabile sia a centrocampo che in difesa) e il difensore Anderson, che va ad aggiungersi a Cesar, Dainelli e Gamberini nel ruolo di centrale difensivo gialloblù dopo lo spostamento di Zukanovic sulla fascia. Un mercato condotto quindi con intelligenza, con la speranza che i nuovi arrivati si inseriscano alla perfezione nel sistema di gioco di Maran e che a fine stagione arrivi ancora una volta la permanenza in massima serie.