La testata di Gilardino è l’emblema del momento. Intanto si prosegue con Sannino, il Chievo ha bisogno di fiducia

21.10.2013 21:22 di Alberto Vallenari  articolo letto 1187 volte
La testata di Gilardino è l’emblema del momento. Intanto si prosegue con Sannino, il Chievo ha bisogno di fiducia

Sempre più giù. Quel pallone che ha sbattuto sulla testa di Gilardino ed è finito in rete ha mandato a picco il Chievo. Penultimo in classifica, con 4 punti in otto giornate, meglio solo di quello di Pillon (2 punti) l’anno della retrocessione. Chievo ora più che mai deluso. “L’emblema del Chievo in questo momento sta tutto racchiuso in quel gol”, ha detto Sannino ieri a fine partita. Sembra una stagione stregata, al Chievo va tutto storto. Certo ci sono anche degli errori di giocatori, allenatore e società, ma la fortuna sicuramente non si sta prendendo cura della squadra della diga. Dopo una serie di voci sull’esonero del tecnico gialloblù, la società lo ha confermato. Sannino rimane al timone, anche dopo l’ennesima sconfitta, la quarta consecutiva, a dimostrazione della fiducia che il duo Campedelli-Sartori nutre nei suoi confronti.
Scampato il pericolo, ora l’allenatore gialloblù dovrà essere bravo a tenere alto il più possibile il morale dei giocatori. C’è il rischio che la serie negativa diventi un peso, un pensiero fisso difficile da togliersi dalla testa, un’ombra che toglie serenità e che non fa giocare a mente libera le partite. Servirebbe un’iniezione di fiducia, proprio come la vittoria col Genoa nel dicembre scorso. Ieri il Chievo ha creato le sue discrete occasioni e ha fatto una buona partita, anche se le palle gol veramente importanti sono state poche, così come quelle degli avversari. Il Genoa è passato in vantaggio grazie ad un mix di bravura di Gilardino e di superficialità di Claiton, ma i ragazzi di Sannino non hanno mollato ed hanno cercato di risalire la china, riuscendoci, almeno momentaneamente. Già, perché appena tornati in campo nella ripresa il rinato Bentivoglio ha insaccato il pallone alle spalle di Perin. Primo gol in trasferta di questo campionato, anche il primo segnato nei secondi 45 minuti. Ho pensato, e non credo di essere stato l’unico, che forse qualcosa stava cambiando, che il vento stesse iniziando a soffiare nella giusta direzione, che la ruota stesse cominciando a girare. Tutte quelle speranze sono andate perse appena 3 minuti dopo al gol del definitivo 2-1. “Vorrei che ogni tanto capitasse a noi un gol così” ha proseguito il mister. Lo vorremmo tutti, ma purtroppo non è ancora capitato un episodio così a nostro favore. E allora bisogna continuare a lavorare a testa bassa.
A Sannino non darei così tante colpe, come molti stanno facendo. È vero, ha richiesto Claiton e Bernardini, ma chi porta avanti e conclude le trattative non è lui. Sannino non ha mai “puntato la pistola alla tempia”, per usare un modo di dire, al direttore sportivo Nember o al direttore tecnico Sartori. Si potevano prendere due giocatori in meno ma uno di qualità, questo lo penso anch’io, ma la colpa non è solo sua. C’è chi parla di far giocare Da Silva, il baby talento della Primavera, ma con tutto il rispetto (può diventare un gran giocatore) non penso sia lui quello che può dare la svolta alla stagione. Tornando alle prestazioni, il Chievo c’è sempre stato. L’unica gara veramente fallita è stata quella di Catania, nella quale si vide un Chievo pressoché inesistente, ma nelle altre partite la squadra ha tenuto il campo, e spesso gli episodi l’hanno eccessivamente massacrata. È inutile stare qua a recriminare per il gol annullato a Paloschi, il rigore non dato a Catania (ma vista la prestazione il Chievo ne sarebbe comunque uscito sconfitto), o quello negato con l’Atalanta, ma probabilmente la classifica sarebbe diversa, e di conseguenza pure il morale dei giocatori. Il calcio è così. A volte ti prende, a volte ti dà, e finora ha solo tolto ai gialloblù. Il calcio è fatto di episodi, basta guardare Roma-Napoli di venerdì sera. Gli azzurri hanno preso due pali  e sullo 0-0 De Rossi ha salvato praticamente sulla linea, ma la Roma ha vinto segnando su punizione e su rigore. Quando si dice "gli episodi"...
Sul piano tattico la squadra sta migliorando, i problemi difensivi sembra si stiano pian piano risolvendo e anche sotto l’aspetto del gioco si iniziano a vedere i risultati. Basti vedere le innumerevoli volte in cui Sardo è stato servito sulla fascia, anche se poi il napoletano non è stato preciso nei traversoni. Questo non dipende dal fatto che in panchina ci sia Sannino piuttosto che Mourinho, chi scende in campo e gioca col pallone non è l’allenatore.
Ora c’è un trittico terribile: domenica arriva la Fiorentina reduce dalla strepitosa vittoria in rimonta con la Juventus, che giovedì sarà impegnata in Europa League. Poi sarà la volta di due trasferte consecutive: la sera di Halloween in casa della Roma schiacciasassi e infine al Dall’Ara col Bologna nel Monday Night il 4 novembre. Servono punti, serve una vittoria per dare fiducia al gruppo, serve una grande partita. E magari anche un po’ di fortuna in più rispetto a quella avuta finora.
Personalmente, da tifoso, mi sento di fare un plauso a Simone Bentivoglio, che dopo la squalifica è tornato e sta sfruttando le chance che Sannino gli concede. Ieri si è fatto notare con un tiro interessante da quasi 30 metri e col gol del provvisorio 1-1. Bentivoglio ha passato tredici mesi d'inferno ed ora è rinato grazie alla propria determinazione e grazie al gruppo che non lo ha mai fatto sentire solo, che si è stretto intorno a lui nei momenti di difficoltà. Quello che tutti, anche noi tifosi, dovremmo fare in questo momento…