In zona retrocessione dopo più di tre anni: ora tre finali per evitare la B. D’Anna scelta inevitabile, sperando che vada come nel 2005

L'editoriale post Roma-Chievo: match che ha portato all'esonero di Maran.
30.04.2018 09:00 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 1379 volte
© foto di Federico Gaetano
In zona retrocessione dopo più di tre anni: ora tre finali per evitare la B. D’Anna scelta inevitabile, sperando che vada come nel 2005

1 febbraio 2015: questo è l’ultimo giorno al termine del quale il Chievo si è trovato in zona retrocessione. Dalla 21^ giornata del campionato 2014/2015 sono passati più di tre anni: un periodo interamente targato Rolando Maran, nel corso del quale la squadra gialloblù è cresciuta sul piano del gioco e ha conquistato tre tranquille salvezze. Un percorso importante che, dopo qualche tentennamento nella parte finale della scorsa stagione, ha visto il Chievo ad inizio anno tornare a vincere e a convincere. Nulla sembrava poter scalfire le certezze clivensi conquistate con lavoro e dedizione ma, da fine novembre in poi, ecco l’inatteso crollo. Un periodo che inizialmente sembrava temporaneo e che invece si è fatto sempre più lungo, portando il Chievo dalle posizioni subito dietro la zona Europa League alla colonna destra della classifica. Una caduta inesorabile, interrotta solo da qualche sporadico momento di gioia come le vittorie contro Cagliari e Sampdoria, che ha avuto il suo culmine nel weekend di campionato appena concluso. A causa della brutta sconfitta sul campo della Roma e per le contemporanee vittorie di Crotone e SPAL, infatti, il Chievo è tornato in zona retrocessione. Una triste realtà, con cui l’ambiente clivense dovrà convivere in questa settimana. In questi sette giorni non c’è tempo di piangersi addosso e di pensare a come è stato possibile tutto questo: l’imperativo categorico è preparare con tutte le energie fisiche e mentali possibili lo scontro diretto contro il Crotone in programma domenica al Bentegodi. La prima di tre finali che, se non affrontate nel modo giusto, potrebbero spezzare l’incredibile resistenza del filo che ha legato il Chievo alla Serie A negli ultimi dieci anni.

Dopo una prestazione come quella fornita dal Chievo contro la Roma, urgeva inevitabilmente una scossa. Che i gialloblù possano uscire sconfitti dall’Olimpico è una cosa normale considerati i valori in campo, ma i giocatori in maglia clivense devono aver fatto sudare sette camicie agli avversari prima di alzare bandiera bianca. Tutto il contrario di quello che è successo, dato che gli uomini di Di Francesco hanno segnato al primo affondo e gestito la partita come hanno voluto. Certo, l’eventuale 2-1 firmato da Inglese su rigore avrebbe potuto cambiare le sorti del match, ma la netta superiorità mostrata dalla Roma e il disastroso campionato che sta portando avanti il Chievo impongono – per il bene del club gialloblù – di non cercare alibi. All’indomani del k.o. contro la compagine romanista, Campedelli ha esonerato Maran sostituendolo con Lorenzo D’Anna: scelta inevitabile, per dare una scossa ad una squadra apparsa sull’orlo della depressione. Tale decisione poteva arrivare con qualche settimana di anticipo visti i risultati recenti (3 punti nelle ultime 6 giornate), ma non è più il tempo dei se e dei ma. La speranza è che un uomo “da Chievo” come l’ex tecnico della Primavera gialloblù riesca a motivare i suoi giocatori, così come faceva con i suoi compagni di squadra quando era il leader della difesa clivense. Adesso non conta giocare con il 3-5-2 invece che con il 4-3-1-2 oppure con Stepinski in avanti al posto di Inglese: conta schierare una formazione in grado di uscire dal campo nelle prossime tre partite con la consapevolezza di aver dato tutto, al di là di quelli che saranno i risultati. Nel 2005, in una situazione pressoché analoga (Maurizio D’Angelo chiamato a tre giornate dalla fine, in sostituzione di Mario Beretta e con il Chievo terzultimo), il Chievo conquistò 7 punti nelle ultime tre gare e riuscì a salvarsi all’ultima giornata: il popolo gialloblù spera che il suo ex compagno di reparto D’Anna ripeta tale impresa.