IL CHIEVO SI RIPRENDERA', LO HA SEMPRE FATTO. MERCATO INVERNALE: E SE LA SQUADRA NE USCISSE RINFORZATA?

L'editoriale successivo al k.o. interno contro la Fiorentina, che fa il punto anche sul mercato invernale del Chievo.
23.01.2017 20:00 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 706 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
IL CHIEVO SI RIPRENDERA', LO HA SEMPRE FATTO. MERCATO INVERNALE: E SE LA SQUADRA NE USCISSE RINFORZATA?

Sabato pomeriggio contro la Fiorentina, è arrivata per il Chievo la quinta sconfitta consecutiva (la quarta considerando solo il campionato). Un k.o. figlio di una ripresa assolutamente da dimenticare, non alla altezza del primo tempo nel quale i gialloblù avevano creato più di un pericolo alla difesa viola. Parlare di crisi è lecito, perchè al Chievo negli ultimi tempi non è successo molte volte di perdere quattro partite di fila, ma non è il caso di fare de profundis privi di fondamento. Il proseguo della 21^ giornata di campionato ha visto perdere Pescara e Palermo - rispettivamente contro Sassuolo e Inter - e pareggiare il Crotone in casa del Genoa, aumentando così il distacco tra queste tre squadre e la zona salvezza. Il Chievo ha quindi conservato il vantaggio di quindici punti sul terzultimo posto: una distanza rassicurante, che però non dà il permesso alla squadra di non lottare in ogni partita per portare a casa la vittoria. Infatti, come ha detto Nember qualche tempo fa, sarebbe un peccato appiattire un campionato fin qui disputato molto bene dai gialloblù. La sensazione però è che questa squadra molto presto tornerà a vincere e a convincere. Come ha detto Gobbi in zona mista dopo il match contro la Fiorentina: "Questo gruppo ha le qualità morali per venire fuori da questa situazione". Gli esempi di momenti difficili brillantemente superati dalla compagine clivense abbondano negli ultimi anni, come dimostrano i campionati consecutivi disputati in Serie A. Serve una scintilla, un momento di svolta: lo scorso anno fu la vittoria in rimonta contro il Torino in casa dei granata, in questo campionato potrebbe essere la trasferta di Roma contro la Lazio il momento giusto per svoltare.

Mancano otto giorni alla fine del mercato invernale: una sessione che ha visto il Chievo al momento protagonista solo sul piano delle uscite. Due giovani cresciuti nel vivaio clivense e cioè Costa e Jallow hanno cercato fortuna e minutaggio in Serie B, rispettivamente alla SPAL e al Trapani. Parigini, ai margini del progetto tecnico di Maran, è tornato anticipatamente al Torino per poi passare al Bari. Ha vestito la maglia biancorossa anche Floro Flores che, in un anno di Chievo, non ha mai dato l'impressione di essere il punto di riferimento della squadra in fase offensiva. Ultimate queste cessioni - tutte ampiamente giustificabili -, è chiaro che la società qualche operazione in entrata dovrà farla. Gli obiettivi sono infatti un vice Gobbi sulla fascia sinistra della difesa, un centrocampista che possa dare respiro agli highlander che giocano sempre e, soprattutto, un elemento che completi il reparto offensivo. Per il momento, molti tifosi del Chievo non sono contenti del mercato invernale fin qui portato avanti: la sensazione comune è che la società - avendo la salvezza già in cassaforte - voglia far cassa senza preoccuparsi troppo di indebolire la rosa. Sembrava infatti che Birsa dovesse andare in Cina da un momento all'altro e che Castro avesse già la maglia del Torino cucita addosso. Le cose poi sono andate diversamente, dato che il trequartista sloveno è stato tolto dal mercato e il centrocampista argentino non sembra più così vicino al club granata. Considerando la permanenza quasi - perchè nel mercato tutto è possibile - scontata dei due big del centrocampo gialloblù e che per l'attacco è ancora vivo il sogno Paloschi, una domanda sorge spontanea: e se alla fine il Chievo uscisse da questo mercato invernale rinforzato invece che indebolito? Nessuno dei giocatori che ha lasciato Verona recentemente era stato tra i più determinanti nella prima parte di stagione e, se dovessero concretizzarsi quelle due/tre operazioni in entrata citate in precedenza, Maran avrebbe a disopsizione una squadra migliorata sul piano numerico - cioè senza esuberi - e qualitativo. La palla passa ora al direttore sportivo Nember, un dirigente che sta dimostrando ogni giorno di più di essere il degno erede di un monumento gialloblù come Giovanni Sartori.