Il CHIEVO DI MIMMO DI CARLO HA GLI OCCHI DELLA TIGRE

Editoriale post Napoli-Chievo: la sfida del ritorno di Di Carlo e del riscatto gialloblù.
26.11.2018 22:35 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 202 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Il CHIEVO DI MIMMO DI CARLO HA GLI OCCHI DELLA TIGRE

Piaccia o non piaccia, il Chievo è tornato. Tutti lo davano già per morto e con la testa al prossimo campionato di Serie B. Tutti erano contenti nell'affrontarlo, dando per scontati i tre punti. La partita contro il Napoli ha detto ben altro: con il ritorno in panchina di Mimmo Di Carlo, i gialloblù hanno ritrovato la loro identità.

Al di là del sistema di gioco, del tipo di partita e degli interpreti mandati in campo, il Chievo è innanzitutto una squadra che non molla mai. Una squadra che può anche perdere contro avversari superiori ma questi ultimi, per conquistare i tre punti, devono sudare sette camicie. Una squadra, quindi, con gli occhi della tigre. Questo slogan da sempre accompagna Stefano Sorrentino, nettamente il migliore in campo contro il Napoli. Grazie ad interventi prodigiosi sulle conclusioni di Callejon, Mertens e Insigne, il portiere clivense ha conservato lo 0-0, ottenuto anche grazie alla prestazione superlativa del resto della squadra. Gli occhi della tigre, infatti, li hanno mostrati tutti i giocatori mandati in campo da Di Carlo, dando l'anima per novantacinque minuti e correndo sempre in soccorso del compagno vicino. Un Chievo che quindi si è liberato di tutte le incertezze avute nelle ultime settimane, ripartendo da zero come auspicato dal mister nella conferenza stampa pre partita.

Naturalmente l'obiettivo salvezza è ancora lontanissimo, ma una cosa è certa: se il Chievo mostrerà questo spirito fino alla fine del campionato, le avversarie commetteranno un errore madornale nel dare i gialloblù per morti prima del tempo. Una considerazione finale su Ventura, vista la metamorfosi della squadra rispetto alle ultime settimane. Stando a quanto ha dichiarato dopo la sua rescissione con il Chievo, il tecnico voleva percorrere una strada diversa dalla società per raggiungere la salvezza. Rimanendo sulla metafora stradale, quando ti accorgi che il tragitto da te scelto è troppo lungo rispetto al tempo a disposizione, puoi tornare indietro, mettere il navigatore e cambiare percorso.