IL CHIEVO DEVE ANDARE OLTRE I SUOI LIMITI (E OLTRE LE POLEMICHE...)

Editoriale sul match perso a Torino contro i granata.
 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 344 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
IL CHIEVO DEVE ANDARE OLTRE I SUOI LIMITI (E OLTRE LE POLEMICHE...)

Contro il Torino il Chievo è tornato ad assaporare il gusto amaro della sconfitta dopo la vittoria casalinga contro il Cagliari. Un passo falso arrivato dopo una prestazione buona e dopo una partita nella quale alcuni episodi arbitrali non hanno sorriso alla squadra di Maran. Difficile ricordare una gara con quattro situazioni (le mancate espulsioni a Ljajic e Castan e i due rigori negati nel secondo tempo) valutate in maniera errata da parte del direttore di gara e dunque comprensibile la rabbia di tecnico, giocatori e tifosi nelle ore successive al match. Detto questo, una domanda sorge spontanea: tutto qui? Il match di sabato pomeriggio può essere raccontato solo attraverso gli errori arbitrali?

Per spiegare l'origine di tale domanda, basta tornare alla conferenza stampa di Maran prima della sfida con i granata, durante la quale il mister ha risposto ad una domanda sulla lotta salvezza che sembra già ridotta a quattro squadre. La risposta del tecnico è stata: "Noi dobbiamo fare la corsa su noi stessi, cercando di migliorare e di andare oltre i nostri limiti". Un'affermazione ampiamente condivisibile e che l'ex mister del Catania ha ripetuto più volte nel corso della sua esperienza al Chievo. Un concetto che, nel corso delle ultime due stagioni, si è materializzato in concreti miglioramenti della squadra gialloblù sul piano della mentalità e del gioco. Ci sono stati ulteriori passi in avanti all'inizio di questo campionato, dato che il Chievo è sembrato più maturo soprattutto nei confronti contro le grandi squadre: sono ancora negli occhi dei tifosi le ottime prove contro Inter e Lazio e i primi tempi tutt'altro che remissivi contro Milan e Juventus e sabato a Torino contro i granata. Purtroppo tale atteggiamento non sempre si è tradotto in gol e punti dato che la compagine clivense spesso ha giocato meglio degli avversari - emblematiche le prove con Empoli e Bologna in questo senso - ma non sempre ha vinto e ciò per via di una concretezza sotto rete non all'altezza della superiorità territoriale mostrata. Tale mancanza di concretezza viene da diversi fattori: talvolta la non cattiveria o la scarsa lucidità sotto porta degli attaccanti - che, va detto, sono da ammirare per l'aiuto che danno alla squadra in fase di non possesso -, in altre circostanze la mancata precisione dei riforimenti ad essi. Davvero un peccato quindi, che un Chievo finalmente divertente oltre che solido raccolga meno di quanto meritato.

Dato che questo poco cinismo in fase offensiva c'è stato anche contro il Torino, quando le occasioni da gol clivensi - episodi arbitrali e rete di Inglese a parte - non sono state molte, viene da porsi un paio di domande che in qualche modo sono relazionate con la precedente: non sarebbe meglio concentrarsi sui limiti attuali del Chievo per cercare di superarli invece che sugli errori dell'arbitro? Se fosse stato decretato almeno un rigore, i problemi offensivi gialloblù sarebbero improvvismaente evaporati? La sensazione è che, se il Chievo inizierà a cocretizzare il suo gioco con continuità, il bisogno di attaccarsi agli episodi per giustificare mancate vittorie sarà spesso e volentieri sostituito dalla gioia nel vedere una squadra bella, solida e anche cinica.