Il 2013 si chiude con una sconfitta, ma il primo tempo ha lasciato buone indicazioni. Ora bisogna recuperare energie e sistemare l’organico

27.12.2013 15:08 di Alberto Vallenari   Vedi letture
© foto di Nicolo' Zangirolami/Image Sport
Il 2013 si chiude con una sconfitta, ma il primo tempo ha lasciato buone indicazioni. Ora bisogna recuperare energie e sistemare l’organico

Il 2013 del Chievo è terminato con una sconfitta pesante (almeno guardando il risultato). Il 4-1 inflitto dal Torino non ha consentito alla squadra di Eugenio Corini di terminare l’anno nel migliore dei modi. Le due sconfitte consecutive con Sampdoria e, appunto, Torino, hanno fatto tornare qualche dubbio ed hanno rimesso in discussione alcune sicurezze che le tre vittorie di fila avevano portato.

Sia chiaro, la partita di domenica è stata caratterizzata da alcuni errori individuali che hanno favorito i granata, non tutto è da buttare. Corini ha sorpreso tutti schierando il 3-5-2 (che era stato abbandonato qualche tempo fa) per neutralizzare il gioco del Torino. E per un tempo il risultato ha dato ragione al tecnico del Chievo. Nella prima frazione di gioco, infatti, la squadra di Corini è riuscita a passare in vantaggio con un’azione ben costruita e a tenere bene il campo. Squadra ordinata, compatta e pronta a far male in contropiede. E il Torino? La squadra di Ventura ha avuto, prima del pareggio, soltanto un occasione col solito Immobile che ha sparato alto a tu per tu con Puggioni. L’allenatore granata a bordo campo si sgolava per mettere in riga la squadra, non contento della prestazione della sua squadra. Merito del Chievo: nel primo tempo Cerci è stato annullato e dalla destra il Torino non ha mai punto.
Una volta in vantaggio, per il Chievo si è aperto qualche spazio in più e in contropiede ha avuto l’occasione di andare sul 2-0, ma Padelli si è opposto a Paloschi, che si era fatto cinquanta metri di corsa palla al piede. Gol sbagliato, gol subito e il Torino ha trovato il pareggio nel secondo minuto di recupero. La rete di Immobile è stata una doccia fredda per la squadra di Corini, ormai pronta ad andare negli spogliatoi avanti di un gol, ed ha dato morale al Torino. Solitamente chi prende gol negli ultimi minuti poi incappa in un brutto secondo tempo. E così è stato. Tre gol nella ripresa (due in contropiede e uno su un disimpegno sbagliato) e Chievo ko. L’errore di Dainelli sul gol del pareggio è stato grave ed ha influito nell’economia del match ma il centrale avrà modo di rifarsi a partire dalla sfida col Cagliari del 5 gennaio. In mezzo la sosta, che arriva nel momento giusto. Il Chievo deve ricaricare le batterie per ripartire alla grande ed affrontare nel modo migliore la seconda parte della stagione.

La sconfitta col Torino ha evidenziato qualche difetto della rosa gialloblù. Se manca Cesar chi c’è di affidabile che lo possa sostituire? Se il centrocampo va in crisi (Rigoni è stato condizionato dalla botta ricevuta da Brighi nel primo tempo, Hetemaj ha corso tanto per nulla, così come Bentivoglio) chi può subentrare e non far rimpiangere gli altri? C’è solo Radovanovic, che comunque finora ha offerto alti e bassi. L’attacco invece è legato alle prestazioni di Théréau. Quando il francese è in giornata, come accaduto col Livorno, tutta la manovra offensiva ne beneficia. Se ciò non accade il Chievo crea poco: Paloschi non sta trovando molto spazio e quando ha l’occasione, per un motivo o per l’altro, non segna; Pellissier ed Ardemagni vengono utilizzati col contagocce e in pochi minuti non possono fare miracoli; Samassa non viene proprio considerato, tant’è che non è mai sceso in campo in campionato.

Tra poco riapre il mercato e Sartori si muoverà per risolvere questi quesiti e sistemare la rosa a disposizione di Corini. Samassa verrà ceduto (molto probabilmente in Francia), mentre Ardemagni ha parecchie richieste in B. Potrebbero fare le valigie anche Improta, che potrebbe tornare alla Juve Stabia, e Guana, fuori squadra da luglio. In entrata si è parlato di Andreolli, che all’Inter non trova spazio, che potrebbe tornare al Chievo in prestito fino a giugno. In caso di ritorno del difensore scuola Inter uno tra Bernardini, Claiton e Papp dovrebbe lasciare il Chievo. Più remota invece la possibilità di vedere nuovamente in gialloblù Isaac Cofie e Victor Obinna. Il centrocampista del Genoa, che con Gasperini non sta trovando molto spazio, dovrebbe comunque rimanere al Grifone. Obi invece non è più quello che si era messo in mostra al club della diga qualche anno fa. Dopo l’addio al Chievo per lui tanto girovagare e pochi gol. Sicuri possa risolvere i problemi d’attacco?