FLOP VENTURA: CRONACA DI UNA GESTIONE FATTA DI CADUTE DI STILE, ERRORI E INCONGRUENZE

L'editoriale sulla fallimentare esperienza al Chievo di Ventura.
13.11.2018 22:15 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 617 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
FLOP VENTURA: CRONACA DI UNA GESTIONE FATTA DI CADUTE DI STILE, ERRORI E INCONGRUENZE

Il titolo dell’editoriale precedente era “Ventura riparte dal Chievo: nuovo disastro o riscatto?”. Tale domanda ipotizzava quindi che l’ex ct della Nazionale potesse non raggiungere la salvezza sulla panchina gialloblù ma, alla luce degli eventi accaduti negli ultimi giorni, il termine disastro è persino riduttivo.

Andiamo con ordine. Gian Piero Ventura viene ufficializzato come nuovo tecnico clivense il 10 ottobre, a più o meno 24 ore dall’esonero di Lorenzo D’Anna. Tempistiche dovute al fatto che, nel lasso di tempo intercorso tra le due ufficialità, il tecnico ha valutato ulteriormente il da farsi e messo a posto gli ultimi dettagli con la società. Riflessioni comprensibili, che però cozzano con quanto Ventura ha dichiarato oggi all’ANSA dato che, a suo dire, lui e la società volevano raggiungere l’obiettivo salvezza attraverso strade diverse. Di cosa hanno parlato dunque dirigenti e allenatore nei colloqui precedenti alla formalizzazione dell’accordo? È difficile che una società in crisi come il Chievo abbia scelto un allenatore senza prima valutare se fosse il profilo giusto per provare a centrare l’obiettivo salvezza.

La prima partita dell’era Ventura è contro l’Atalanta. Dopo due settimane in cui il mister ha elogiato la squadra per come si è messa a disposizione per assorbire le sue idee di gioco, il risultato sul campo è a dir poco disastroso. I bergamaschi annichiliscono i rivali veronesi con un netto 5-1: una vittoria che, se fosse stata più larga, nessuno avrebbe avuto nulla da dire. Il mister, in sala stampa, parla di mancanza di serenità e ammette di aver sbagliato a iniziare il suo lavoro con l’idea di gioco, piuttosto che lavorare sulla testa dei giocatori e sulla condizione atletica. Due elementi imprescindibili che lui, da allenatore esperto, non avrebbe dovuto trascurare. Tifosi e stampa non perdonano l’esordio shock a Ventura e iniziano subito a criticarlo in modo pesante, ma Campedelli difende il mister addirittura con un comunicato ufficiale. A tal punto si spingerebbe un presidente nei confronti di un suo dipendente che ha idee diverse?

Successivamente la squadra cerca di metabolizzare il k.o. contro l’Atalanta, segue Ventura in tutto e per tutto e crede nelle sue idee, come le dichiarazioni di vari giocatori in conferenza stampa confermano. Il mister, nel frattempo, invece di concentrarsi sul presente e su come avvicinare le dirette concorrenti per la salvezza, parla di quanto il suo lavoro possa portare frutti in futuro, non risparmiando critiche alla gestione precedente sul piano della preparazione atletica e delle conoscenze calcistiche. Atteggiamento quantomeno rivedibile dal punto di vista dello stile, che i suoi predecessori D’Anna e Maran - arrivati entrambi in situazioni critiche -, non hanno avuto nei confronti del collega che hanno sostituito. Nelle sfide contro Cagliari e Sassuolo, il Chievo migliora rispetto alla prova contro l’Atalanta - anche perché peggiorare era francamente difficile -, ma rimedia altre due sconfitte. Memorabile la conferenza stampa post Sassuolo, in cui Ventura giudica in modo eccessivamente positivo la prova della sua squadra e continua a parlare di futuro, dicendo che il suo lavoro sarebbe utile anche per un pronto ritorno in A in caso di retrocessione.

Date le sue numerose dichiarazioni in questo senso, i suoi due anni di contratto e la mancanza di risultati, non mancano certo ipotesi giornalistiche sul fatto che il tecnico pensi più al prossimo anno - molto probabilmente nella serie cadetta - piuttosto che alla stagione in corso. Pensieri che fanno innervosire Ventura, ma che in qualche modo sono stati stimolati da Ventura stesso, che raggiungono il loro apice nella conferenza stampa pre Chievo-Bologna. All’ennesima domanda sulla “testa già alla B”, Ventura chiama due dei giocatori più rappresentativi e invita il giornalista di turno a porre la stessa domanda a loro. Scelta sorprendente, da parte di un tecnico navigato che quantomeno dovrebbe saper gestire le pressioni di una squadra che lotta per non retrocedere. In conferenza stampa arrivano Sorrentino e Radovanovic, che promettono impegno fino alla fine non avendo alcuna intenzione di retrocedere senza lottare. Il giorno dopo arriva la partita: il Chievo pareggia per 2-2 in casa contro il Bologna e coglie così il primo punto dell’era Ventura, grazie alla migliore prestazione dell’ultimo periodo.

Sembrerebbe un punto di partenza verso la risalita ma, pochi minuti dopo il fischio finale della gara, Ventura annuncia alla squadra le proprie dimissioni. Decisione clamorosa, diventata ancora più inquietante dopo che oggi Ventura ha dichiarato che avrebbe lasciato anche in caso di vittoria. Un abbandono senza alcun senso logico, come ha ribadito con un post su Instagram il capitano Sergio Pellissier: l’unico giocatore del Chievo che ha avuto la personalità di raccontare cosa realmente è successo nelle ultime settimane. Un flop su tutta la linea dunque quello di Ventura al Chievo: una gestione iniziata male e chiusa peggio, con errori in serie in campo e fuori. Il mister magari ha evitato una retrocessione sul suo curriculum, ma non che tutta l’Italia o quasi pensi che non è più in grado di gestire una squadra ad alto livello. Ora tocca a Domenico Di Carlo provare a salvare la formazione gialloblù: un’impresa difficile ma non impossibile, che può concretizzarsi solo se società, allenatore, giocatori e tifosi saranno una cosa sola in ogni istante fino a maggio.