ENCEFALOGRAMMA PIATTO

Editoriale post Chievo-Genoa.
25.02.2019 10:00 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 251 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
ENCEFALOGRAMMA PIATTO

Per vincere bisogna dare qualcosa in più, lottando fino all’ultimo minuto per cercare i tre punti. Queste erano state le dichiarazioni del tecnico Di Carlo, alla vigilia della sfida tra Chievo e Genoa. Se in tante altre circostanze ciò che aveva dichiarato il mister in conferenza stampa era stato tradotto dai giocatori sul campo in qualcosa di concreto, ieri contro i rossoblù non si è verificato. Il Chievo ha lottato, ma non ha azzannato gli avversari, tra l’altro apparsi non esattamente in giornata di grazia. Ne è uscito uno 0-0 che è la logica conseguenza di quanto visto sul rettangolo verde.

La formazione gialloblù ha avuto un ottimo inizio di partita, sfiorando il gol dopo dodici minuti con un colpo di tacco di Meggiorini respinto da Radu. Il problema è stato che, da quel momento in poi, palle gol particolarmente pericolose non solo arrivate. Solo conclusioni da fuori, raramente insidiose per il giovane portiere genoano. Azioni dettate più dalla foga che dal raziocino, con le punte servite poco e male. Al di là degli evidenti limiti tecnici della squadra, è mancato “quel qualcosa in più”: quella voglia di correre un metro in più dell’avversario per conquistare il pallone e andare verso la porta.

Quello spirito visto, per esempio, nel primo tempo contro la Lazio e in altre circostanze nelle prime gare della gestione Di Carlo.
La domanda sorge spontanea: la squadra ha tirato i remi in barca, cercando di salvare la faccia con qualche combattuto (ma insipido) pareggio senza credere realmente nel miracolo salvezza? L’impresa è quasi impossibile, ma i tifosi - straordinari anche ieri - meritano che la squadra sputi sangue fino all’ultima giornata. Come se la zona salvezza fosse ancora alla portata: cosa che, inanellando una serie di vittorie consecutive, potrebbe anche accadere.