Dopo 7 giornate la classifica piange. E la grinta dov’è finita? Urge un cambio di rotta

07.10.2013 21:02 di Alberto Vallenari  articolo letto 898 volte
© foto di Federico Gaetano
Dopo 7 giornate la classifica piange. E la grinta dov’è finita? Urge un cambio di rotta

Il triplice fischio di Doveri ha gettato sul Chievo tanti punti di domanda e mille critiche da parte dei suoi tifosi. La squadra di Sannino è alla terza sconfitta consecutiva ed in classifica si trova in quartultima posizione a quattro punti. La posizione del tecnico si è fatta delicata, ma salvo clamorosi colpi di scena il tecnico di Ottaviano siederà sulla panchina del Chievo almeno fino alla gara del 20 ottobre contro il Genoa. Quel giorno a Marassi i gialloblù saranno chiamati a dare delle risposte e a ritrovare i tre punti. In caso di mancata vittoria la situazione potrebbe iniziare a farsi complicata. La salvezza quest’anno sembra più difficile degli altri anni, più per colpe proprie che per altro, e bisogna iniziare a lavorare per recuperare il terreno perso in questa prima parte di stagione.

QUALE MODULO UTILIZZARE. Il Chievo ha sempre utilizzato il 4-4-2 (ad eccezione della partita con la Juventus), marchio di fabbrica del tecnico campano. Ci sono però dei dubbi se questo modulo sia quello giusto. La squadra negli ultimi anni veniva schierata col 4-3-1-2 per la quasi totalità delle partite, e un cambiamento così radicale di modulo necessita di tempo per abituarsi al nuovo modulo. Il 4-4-2 viene messo in dubbio in particolare per la presenza da Thereau, che da punta qua in Italia non ha mai convinto. Il francese gioca meglio se schierato sulla trequarti e, in un gioco che predilige le fasce(o quanto meno dovrebbe), è un pesce fuor d’acqua e “rovina” il gioco previsto. Anche Hetemaj sembra fuori luogo se impiegato come esterno nel 4-4-2 e non come interno a fianco di Rigoni.

GLI ERRORI DIFENSIVI. Il reparto che ha mostrato maggiori difficoltà è la difesa. 13 sono già i gol incassati da Puggioni e quasi dovuti a svarioni difensivi. La porta gialloblù è rimasta inviolata solo alla prima giornata, quando al Tardini finì 0-0. Le sconfitte arrivate finora sono tutte frutto di gravi errori del reparto arretrato, e talvolta di errori individuali. La difesa deve ancora assimilare le disposizioni e i movimenti di Sannino.

MERCATO NON CONVINCENTE. Sulla graticola sono finite anche le scelte di mercato della società. Bernardini e Claiton non sembrano adatti al palcoscenico della Serie A, questo è quanto si è visto fino ad ora. Al Chievo poi manca un regista, che in un 4-4-2  è fondamentale per dare gioco e manovra alla squadra. Gli esterni di centrocampo sono in gran parte alla prima esperienza nel massimo campionato. Forse sarebbe stato meglio, al posto di prendere tanti discreti giocatori, prenderne meno ma con più esperienza in Serie A. Pesa anche la partenza di Luciano, che nonostante l'età ha sempre dato il suo buon contributo alla causa gialloblù.

MANCA LA GRINTA. Oltre all'aspetto tecnico-tattico, il Chievo sembra aver dimenticato cosa significa scendere in campo con la grinta e con il carattere. Se si esclude il portiere Puggioni e Pellissier, i giocatori sembrano molto svogliati e corrono a vuoto. Tutto questo potrebbe essere causato dalla mancanza di serenità all'interno dello spogliatoio.

GLI ARBITRAGGI. Nelle ultime tre gare il Chievo è stato un po' sfortunato con le decisioni arbitrali. Dopo il gol di Paloschi annullato ingiustamente contro la Juventus, i gialloblù si sono visti negare un rigore a Catania, per fallo su Pellissier, sullo 1-0 per i padroni di casa, anche se la sconfitta sarebbe comunque arrivata vista la prova della squadra. Infine il fallo di mano di Carmona nell'ultima partita contro i bergamaschi, non ravvisato dall'arbitro. Questi episodi hanno molto probabilmente condizionato il morale dei giocatori, che sembrano rassegnati.

SANNINO ALL'ULTIMA SPIAGGIA. Ora dopo la sconfitta con l'Atalanta Sannino è appeso a un filo. Serve una grande partita a Genova contro i rossoblu, diretti concorrenti per la salvezza. Un altro risultato negativo potrebbe, molto probabilmente, portare al cambio di guida tecnica. Ora ci sono due settimane per preparare questa sfida delicata e l'allenatore deve correggere gli errori visti finora e motivare la squadra.