Disattento e con poche idee: Chievo, così non va!

17.09.2013 20:18 di Alberto Vallenari  articolo letto 1152 volte
Il gol del 2-0 di Cavanda
© foto di Federico Gaetano
Il gol del 2-0 di Cavanda

C ’è delusione in casa Chievo dopo la pesante sconfitta per 3 a 0 patita in casa della Lazio. Tre sberle che fanno male a Sannino e ai suoi ragazzi, che sabato con l’Udinese sono chiamati a dare un segnale forte. La Lazio ha trovato il vantaggio al primo tiro in porta, raddoppiando al secondo tentativo. Una doccia fredda per i gialloblù, che se non altro nella ripresa hanno evitato la disfatta.  Il magro bottino delle prime tre gare è di solo un punto, ottenuto in casa del Parma alla prima giornata. La partita di sabato contro gli uomini di Guidolin non sarà fondamentale per le sorti dell’allenatore, ma sarà molto importante sia per la classifica che per riconquistare la fiducia dei tifosi, delusi dopo la debacle dell’Olimpico.

Nella gara di domenica i fattori principali della sconfitta dei gialloblù sono stati le disattenzioni difensive, il centrocampo lento e prevedibile e la scarsa vena realizzativa degli attaccanti. La formazione iniziale era uguale per nove undicesimi a quella della passata stagione - con le sole novità Radovanovic e Sestu -  durante la quale il Chievo si è salvato con due giornate d’anticipo, ma nonostante questo molti giocatori sono incappati in una giornata storta. I gol sono stati frutto di tre errori degli uomini di Sannino: sul primo Radovanovic ha perso palla e ha dato il via all’azione del gol di Candreva, libero sulla destra in quanto Dramè era salito per il contropiede; sul secondo l’uscita a vuoto di Puggioni e la difesa immobile hanno portato al gol di Cavanda, solo soletto sul secondo palo; sul terzo invece Lulic ha infilato sia Sardo che Cesar prima di battere il portiere.

Non è giocando così che ci si salva, non è con questo spirito che si rimane in Serie A. Ora è inutile creare allarmismi e fare i disfattisti come stanno facendo i più pessimisti: sono passate solo tre giornate e francamente è inutile parlare di Serie B. Il cambio della guida tecnica ha portato al cambio di modulo, con conseguente cambio di gioco; era perciò immaginabile ci potessero essere delle difficoltà iniziali. Si sapeva inoltre che l’avvio sarebbe stato difficile visti gli avversari affrontati, ma il Chievo sta pagando soprattutto i propri errori.

In porta, già da gennaio, manca quel Sorrentino che per intere stagioni aveva salvato la porta del Chievo, contribuendo significativamente alle varie salvezze. Il suo posto è stato preso da Puggioni, che non sempre è perfetto, come dimostrato nell’occasione del 2-0 della Lazio. La difesa è da registrare, anche se i giocatori titolari sono gli stessi da tre anni a questa parte, ad eccezione di Papp. Per la fase difensiva l’avvio di campionato è stato disastroso, come dimostrano i gol subiti: 7 nelle ultime due partite. Nonostante gli avversari fossero squadre di alto livello come Napoli e Lazio, occorre sottolineare che di questi sette gol almeno 4-5 sono stati frutto di erroracci difensivi.

A centrocampo manca un regista, un giocatore che inventi e faccia giostrare tutta la squadra, un po’ com’era Corini nel Chievo di Del Neri. Rigoni e Radovanovic sono stati finora i titolari inamovibili, ma non sono dei veri registi, perdono troppi palloni e non riescono nemmeno a far filtro in mezzo al campo. Hetemaj sulla fascia è fuori posizione e non sempre azzecca i cross. Di conseguenza, se non arrivano palloni buoni dalle fasce e dal centrocampo, per l’attacco si fa dura. A disposizione Sannino ha sei esterni e dovrebbe, probabilmente, iniziare ad usarli di più.

Infine c’è l’attacco, con Paloschi che dopo la doppietta al Napoli ha avuto tre occasioni per andare in gol, senza riuscirci. Il suo compagno di reparto Thereau, che aveva deliziato tutti l’anno scorso, sta vivendo un momento negativo e deve ancora iniziare a fare il suo campionato: il francese è discontinuo, e al Chievo ora come ora mancano i suoi colpi di genio.

Questo inizio di campionato ricorda quello della passata stagione, con una squadra distratta e un calendario non proprio amico, ma questo non deve essere un alibi. Le uniche note positive fino a questo momento sono Dramè ed Estigarribia, domenica i migliori in campo, ma c’è poco da stare allegri. Sannino sta già meditando dei cambi in vista delle prossime partite: il Chievo ospiterà prima l’Udinese e poi la Juventus, per volare a Catania domenica 29 contro la squadra di Maran, ancora a zero punti in classifica. Saranno tre partite di fuoco, in cui Thereau e compagni saranno chiamati a riattaccare la spina. È il 17 settembre, sono passate solo tre giornate e c’è tutto il tempo per raddrizzare la baracca, iniziando da sabato…