Delusione a Empoli: una rimonta che può costare cara. Il bilancio sul mercato invernale: tra cessioni illustri, conferme sudate e scommesse azzardate

L'editoriale sul pareggio di Empoli e sul mercato invernale del Chievo.
05.02.2019 16:00 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 336 volte
© foto di Federico Gaetano
Delusione a Empoli: una rimonta che può costare cara. Il bilancio sul mercato invernale: tra cessioni illustri, conferme sudate e scommesse azzardate

Un pareggio amaro quello ottenuto dal Chievo a Empoli. Al di là delle dichiarazioni di circostanza e dei tentativi – più che legittimi – di Mimmo Di Carlo di guardare sempre il bicchiere mezzo pieno, al Catsellani è stata sprecata un’occasione colossale. La squadra gialloblù si era portata in vantaggio sul 2-0 contro una diretta concorrente, segnando il secondo gol a pochi istanti dall’intervallo. Un risultato che, se mantenuto fino al fischio dell’arbitro, avrebbe certamente fiaccato le speranze empolesi. Ciò non è accaduto, perché l’Empoli ha riaperto la gara nell’azione successiva al gol di Stepinski grazie all’ennesima zampata vincente di Caputo. Grandi meriti vanno alla squadra di Iachini per la veloce reazione, ma è stata certamente agevolata da una dormita colossale della difesa clivense. Come se non bastasse, nella ripresa è arrivato il 2-2 su un altro errore gialloblù: su lancio dalle retrovie, Hetemaj ha mancato clamorosamente l’impatto col pallone, dando il via libera a Caputo che ha saltato Sorrentino e firmato il pareggio. Poteva essere la seconda vittoria in uno scontro diretto nella gestione Di Carlo, nonché il vantaggio nel doppio confronto con l’Empoli. Rimangono l’amarezza e il consueto distacco dal quart’ultimo posto.  La squadra comunque è viva, ma nelle prossime partite non può più permettersi ulteriori leggerezze.

La scorsa settimana è si è concluso il mercato di gennaio: probabilmente la sessione più complicata da quando il Chievo è in Serie A. L’ultimo posto in classifica dei clivensi ha portato molti addetti ai lavori a pensare ad un fuggi fuggi generale, che si è concretizzato solo in parte. Hanno infatti salutato Verona giocatori come Valter Birsa, Ivan Radovanovic e Fabrizio Cacciatore: gente che per anni ha fatto parte dello zoccolo duro gialloblù. Via anche Joel Obi, uno degli acquisti estivi. Per colmare le lacune lasciate da queste partenze importanti, sono state fatte delle scommesse abbastanza azzardate. Tra giocatori che non giocano da mesi – Schelotto, Andreolli e il rientrante Frey –, elementi reduci da infortuni come Diousse e talenti per la prima volta in Italia come Piazon, si può dire che nessuno di questi giocatori dà chiare certezze ai tifosi. Certezze che invece pare avere il ds Giancarlo Romairone, confermate ieri nel corso della conferenza stampa di presentazione di Diousse e Piazon. Alla società va dato atto di aver tenuto diversi giocatori dati ormai per ex clivensi in più occasioni: su tutti Giaccherini, Stepinski e Depaoli, che sono stati corteggiati con insistenza da più squadre. Va però sottolineato anche che lasciar partire a metà stagione tre elementi importanti come Birsa, Radovanovic e Cacciatore può creare degli scompensi all’interno dello spogliatoio. Romairone ha parlato di mancanza di motivazioni da parte di questi giocatori, anche se probabilmente le motivazioni mancavano anche alla società nel trattenerli a tutti i costi.

Adesso le voci su chi resta e chi parte sono finite: coloro che compongono la rosa del Chievo devono lottare fino alla fine per continuare a tenere acceso il sogno salvezza. Con la grinta vista sempre nella gestione Di Carlo e con meno disattenzioni rispetto alle ultime gare.