Con l'Udinese sconfitta che può rivelarsi fatale. Ha ragione Pellissier: tanti sono pronti ad esultare, motivo in più per non mollare

L'editoriale post Udinese-Chievo.
18.02.2019 16:50 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 389 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Con l'Udinese sconfitta che può rivelarsi fatale. Ha ragione Pellissier: tanti sono pronti ad esultare, motivo in più per non mollare

Un’altra sconfitta, un altro passo deciso verso la caduta in Serie B. Ieri il Chievo ha perso contro l’Udinese uno scontro diretto importantissimo nella corsa salvezza. Battere la formazione allenata da Davide Nicola sarebbe stato importante per tre motivi: conquistare la prima vittoria del 2019, avvicinare una diretta concorrente e (probabilmente) essere in vantaggio nel doppio confronto con quest’ultima in caso di arrivo a pari punti. Purtroppo i clivensi sono stati sconfitti, in una gara che è un po’ lo specchio di questa infausta stagione. La squadra gioca all’insegna del “vorrei ma non posso”, creando diverse occasioni da gol ma confermando i soliti limiti in fase realizzativa già visti nei mesi passati. L’Udinese non si fa preferire rispetto al Chievo, ma alla fine passa con un rigore discutibile: quando un’annata è storta, lo si vede da episodi come quello. A causa di questo passo falso, le distanze dalla zona salvezza cominciano a diventare siderali. La speranza è che la squadra non molli definitivamente, altrimenti gli ultimi mesi di campionato saranno solo una lenta e indecorosa caduta verso il campionato cadetto.

Nel post partita di Udinese-Chievo, non sono mancate certo le polemiche. Il rigore fischiato a favore dei friulani, che è valso il gol di Teodorczyk, ha scatenato la rabbia dei tesserati gialloblù (ancora una volta inviperiti con l’utilizzo “parziale” del VAR, come era capitato dopo Chievo-Fiorentina). Proteste dettate non solo da queste due gare ravvicinate, ma anche dall’amara constatazione che al Chievo difficilmente la fortuna sorride nell’ultimo periodo. Tra coloro che hanno manifestato pubblicamente il loro dispiacere c’è anche il capitano Sergio Pellissier, al momento out per infortunio. Con un post sul suo profilo Instagram, il numero 31 clivense ha sfogato tutta la sua delusione, destando interesse soprattutto per un passaggio: “Tanto non importa a nessuno di quello che accadrà al Chievo. Anzi, la maggior parte delle persone sarà contenta”. A chi si riferiva il capitano? Probabilmente né alla classe arbitrale né ai tifosi, anche ieri presenti allo stadio per sostenere la squadra. I bersagli nel mirino di Pellissier erano tutti quei detrattori che, ormai da anni, hanno fatto del continuo attacco al Chievo la loro ragione di vita. Gente che non fa altro che minimizzare i meriti della formazione veronese per la sua continuità in Serie A, attaccandola anche sul piano etico con discutibili argomentazioni. Probabilmente queste persone hanno nel cuore squadre di calcio non capaci come il Chievo di regalare risultati così positivi negli ultimi 18 anni e quindi, invece che prendersela con chi gestisce tali squadre, sfogano la loro frustrazione contro i gialloblù.

Nel caso in cui effettivamente il Chievo dovesse retrocedere, nel mese di maggio scatterebbe quasi certamente una sorta di festa nazionale sui social. Una gioia che da una parte fa un po’ tristezza, mentre dall’altra dovrebbe riempire d’orgoglio il mondo clivense, per aver fatto calcio ad un livello talmente alto da creare vere e proprie comunità di invidiosi. Deludere ancora una volta le loro aspettative con l’ennesima salvezza dovrebbe essere quindi una grande spinta per il Chievo che, come dichiarato proprio da Pellissier ieri su Instagram: “Non mollerà fino alla fine”.