CHIUSO MALE UN 2015 DA INCORNICIARE. A GENNAIO POCHI INNESTI E TANTE CONFERME

 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 651 volte
© foto di Federico De Luca
CHIUSO MALE UN 2015 DA INCORNICIARE. A GENNAIO POCHI INNESTI  E TANTE CONFERME

Nell'ultima gara in programma nel 2015, il Chievo ha perso per 2-0 al Franchi contro la Fiorentina. Una sconfitta con due reti di scarto in casa di una delle pretendenti allo scudetto ci può stare, ma quello che ha lasciato un po perplessi i tifosi clivensi è stato l'atteggiamento della squadra di Maran: decisamente rinunciatario nel primo tempo e con una reazione rabbiosa nella ripresa che comunque non ha prodotto occasioni degne di nota. Evidentemente il fatto di giocare con la mente sgombra, visti i due precedenti successi contro Frosinone e Atalanta e la classifica che era tornata ad essere tranquilla, è stato più uno svantaggio che un vantaggio. La Fiorentina aveva più motivazioni e in campo l'ha mostrato per tutti i novanta minuti, deliziando il pubblico viola con il suo splendido possesso palla e chiudendo la pratica nel primo tempo con i gol di Kalinic e Ilicic. Un passo falso che comunque non rovina un 2015 di grandi soddisfazioni per il Chievo, che ha conquistato la salvezza con cinque giornate di anticipo nello scorso campionato e che è stato autore del miglior girone d'andata degli ultimi anni. In estate il presidente Campedelli aveva parlato di "salvezza senza patemi" e, nelle ultime stagioni, le maggiori sofferenze erano arrivate proprio nel primo scorcio di torneo, con partenze sempre disastrose e che hanno portato per tre anni di fila al cambio di guida tecnica. Questa stagione, nonostante la flessione del mese di ottobre dopo un avvio da sogno, non ha mai visto la compagine veronese in zona retrocessione e le tre vittorie conquistate nelle ultime cinque gare le hanno consentito di chiudere il 2015 a 22 punti. Una quota straordinaria, considerando che per molti già totalizzare venti punti prima di Natale sarebbe stato positivo.

Ci sono tutti i presupposti anffinchè il Chievo continui a far bene anche nella seconda parte di stagione, ma sarà importante che la dirigenza faccia le scelte giuste nel corso del mercato invernale. Già in queste settimane, infatti, alcuni importanti giocatori clivensi sono stati corteggiati da altri club: su tutti Alberto Paloschi, con estimatori in Italia (Palermo) e all'estero (Swansea). Il direttore sportivo Luca Nember ha ribadito quanto detto in estate: l'ex MIlan è incedibile e non se ne andra da Verona, cosi' come Simone Pepe (accostato alla Fiorentina). La speranza è quindi che la società riesca a resistere anche a richieste importanti, perchè il caso della Sampdoria 2010/2011 dimostra quanto un mercato invernale (vennero ceduti Cassano e Pazzini, non sostituiti degnamente) possa rovinare quattro mesi di risultati positivi. Sul fronte acquisti, mai come quest'anno il Chievo ha bisogno di pochi ritocchi. La squadra è stata costruita bene in estate, con titolari di livello e alternative importanti. Recentemente Nember ha dichiarato che c'è la volonta di prendere un giocatore in mezzo al campo e uno in avanti, anche se questi due desideri potrebbero essere soddisfatti dal ritorno di Izco dopo l'inofrtunio e dalla crescita a livello di condizione atletica di M'Poku, che contro l'Atalanta ha fatto intravedere qualità interessanti. Un reparto che invece necessiterebbe di un innesto è quello difensivo a livello centrale. Attualmente il Chievo ha in rosa tre giocatori in quel ruolo (Cesar, Dainelli e Gamberini), più Cacciatore e Sardo che in passato lo hanno ricoperto pur essendo in realtà dei terzini. Dato che Maran non ha mai utilizzato i due al centro della retroguardia in questi primi mesi di campionato, potrebbe essere utile arricchire il reparto difensivo di un nuovo elemento: magari più giovane e meno statico dei tre citati in precedenza. Un giocatore che possa far rifiatare i tre veterani gialloblù, impedendo cosi' l'eventualità di trovarsi - per motivi fisici o disciplinari - senza difensori centrali di ruolo. Un acquisto mirato quindi, in una sessione invernale che vedrà il Chievo rivestire un ruolo marginale, dato che chi opera bene in estate non ha bisogno di tanti trasferimenti nel "mercato di riparazione".