Chiuso bene un anno con più ombre che luci. Mercato: sfoltire, non smobilitare

Editoriale sul 2018 del Chievo, chiuso con la vittoria sul Frosinone.
02.01.2019 13:05 di Paolo Lora Lamia  articolo letto 567 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Chiuso bene un anno con più ombre che luci. Mercato: sfoltire, non smobilitare

Con la vittoria casalinga contro il Frosinone, si è chiuso il 2018 del Chievo. Un anno in cui i tifosi gialloblù hanno gioito per importanti vittorie, inserite però in un contesto di continue sofferenze.

Fin dalle prime partite, si è capito che per la squadra all’epoca allenata da Rolando Maran la seconda parte di stagione non sarebbe stata una passeggiata. Dopo il pareggio casalingo contro l’Udinese nella prima gara del 2018, infatti, i veneti hanno inanellato una serie di quattro sconfitte consecutive, che hanno messo per la prima volta in pericolo la salvezza del Chievo e la panchina di Maran. La vittoria tra le mura amiche contro il Cagliari ha ridato serenità all’ambiente, ma le successive cadute contro Fiorentina, Verona e Milan hanno fatto ripiombare i clivensi nella bagarre salvezza. A questo trend negativo la squadra di Maran ha reagito con orgoglio, vincendo in rimonta contro la Sampdoria al Bentegodi. Nelle gare seguenti, però, non è arrivata quella continuità di risultati necessaria per togliersi in anticipo dai guai e, dopo il pesante k.o. per 4-1 rimediato dalla Roma all’Olimpico, per il Chievo la zona retrocessione è diventata realtà. Non accadeva dal febbraio del 2015 e urgeva un cambio di rotta. Maran è stato quindi sostituito dal tecnico della Primavera Lorenzo D’Anna che, con tre successi nelle ultime tre gare, ha portato il Chievo in salvo.

La prima parte di questa stagione è una storia nota: l’estate a dir poco turbolenta per via del caso plusvalenze, l’incertezza sulla categoria da affrontare, il conseguente immobilismo sul mercato e la penalizzazione. Avvenimenti che, uniti a scelte a dir poco discutibili come l’ingaggio di Gian Piero Ventura dopo l’esonero di D’Anna, hanno fatto sì che il Chievo andasse incontro al peggior girone d’andata della sua storia in massima serie. Un andamento che, però, ha avuto una decisa sterzata con l’arrivo di Mimmo Di Carlo: 8 punti in 7 partite è il bottino conquistato fin qui nella sua gestione. Un trend positivo a cui deve seguire un girone di ritorno da sogno, come quello realizzato proprio con Di Carlo in panchina nella stagione 2008/2009.

Per avere maggiori speranze di salvezza, la dirigenza clivense dovrà operare bene durante la sessione invernale di calciomercato. Oltre a cercare utili rinforzi in tutti i reparti, sarà importante trattenere i pezzi pregiati. Non mancano infatti i club pronti a corteggiare i big gialloblù, convinti che possano andare via a cuor leggero vista la precaria situazione di classifica della squadra. Il più ambito è senza dubbio Stepinski, con SPAL, Fiorentina e Sampdoria pronte a darsi battaglia per aggiudicarselo. Maran farebbe carte false pur di portare Birsa a Cagliari, mentre Radovanovic e Jaroszynski piacciono a Prandelli per il suo Genoa. Al di là delle eventuali contropartite tecniche, tali cessioni non sarebbero certo un bel segnale da parte della società. In una recente intervista, il presidente Campedelli ha dichiarato che resterà solo chi ha voglia di lottare: una dichiarazione ampiamente condivisibile, se implicitamente con “chi non ha voglia di lottare” si intende i giocatori fuori dal progetto tecnico di Di Carlo. Sfoltire la rosa dagli elementi in esubero è sacrosanto, privarla d giocatori importanti perché “ansiosi” di andare in club che si trovano in acque più tranquille - avvenimento che potrebbe concretizzarsi in estate - sarebbe deleterio.